20120709

Incendio al laboratorio delle polizia scentifica di Roma... dove erano "custodite" le prove dell'attentato di Brindisi


Altre prove inconfondibili di depistaggio nel caso dell'attentato di Brindisi. Siamo alle solite.
Riporto la notizia ANSA:
ROMA - Un incendio si e' sviluppato in uno dei laboratori del Dipartimento della Polizia scientifica a Roma, in zona Cinecitta', e un reperto dell'attentato alla scuola 'Morvillo Falcone' di Brindisi e' andato distrutto.  L'incendio si e' verificato alcuni giorni fa ma la notizia si apprende solo oggi e si sarebbe sviluppato a causa di un corto circuito.

C'è altro da aggiungere? E' grottesco.
Altri quotidiani danno la notizia così:
"L’incendio al laboratorio della Polizia scientifica all’interno della Direzione centrale della Polizia non ha nessun colpevole se non il caldo. Infatti l’esplosione che si è verificata lunedì scorso nel complesso di Via Tuscolana, dove si trovano gli uffici centrali e i reparti del ministero degli Interni, è stata causata dalla violenta ondata di caldo portata dall’anticiclone Caronte.
Il punto è che insieme al laboratorio sono andati in fiamme anche molti reperti tra cui sicuramente uno collegato alla strage di Brindisi dove perse la vita Melissa Bassi, probabilmente proprio le tre bombole con le quali Vantaggiato ha fabbricato l’ordigno. Sembra che però non ci saranno conseguenze per il processo."

E' COLPA DI CARONTE? NON CI SARANNO CONSEGUENZE PER IL PROCESSO?
Ci trattano come dei coglioni. Cosa è andato bruciato? Proprio la bomba! E perché proprio le bombole di gpl sono andate distrutte? Perché era la baggianata più grande di tutte quelle che hanno detto, quella meno difendibile, perché di scienza si tratta. Le bombole di gpl non esplodono così, tanto che è da mesi che in rete la gente che sa un minimo di fisica si chiede come possa essere plausibile la ricostruzione dalla polizia.
A voi 2 link che posso dare una risposta a queste domande: uno e due

Vi abbiamo sgamati fin dalle prime ore, ridicoli quaquaraquà! Basta FINTI MISTERI DI STATO, la rete vi sta con il fiato sul collo, assassini.

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