20120730

Da Genova 2001 alla Val di Susa: ecco il vero volto della “democrazia” borghese



In questi mesi si sono susseguite numerose operazioni repressive, con decine di denunce ed arresti, utilizzando la fumosa categoria dei “reati associativi”, come da copione, i rapporti di amicizia e di solidarietà, la comune militanza in gruppi e collettivi viene trasformata semplicemente in partecipazione a banda armata.
Si tratta di esempi di politica emergenziale già visti, che hanno portato all'arresto di tanti militanti negli ultimi 30 anni, a perquisizioni, alla messa all'indice di tanti e tante che hanno pagato con il carcere, con l'isolamento sociale e con la perdita del lavoro le proprie scelte di opposizione politica e sociale. Così come avviene in questi giorni con il movimento NO-TAV in Val di Susa, dove repressione e criminalizzazione sono ormai pane quotidiano.
E' innegabile che le manovre repressive siano costruite ad arte ogni qual volta la criminalizzazione delle lotte sociali e lo smantellamento di aree politiche si rendono utili per deviare l'attenzione generale dalla miseria crescente e dalle politiche di tagli a danno del popolo.
Esprimiamo la nostra solidarietà alle compagne e ai compagni arrestati o variamente colpiti dalla repressione in questi mesi, ai 90 attivisti fiorentini sotto processo per avere difeso il diritto allo studio, essersi opposti alla riforma Gelmini, al fascismo e all’apertura di Casapound, al razzismo e all’apertura dei CIE.
La sentenza della Cassazione del 13 luglio sui fatti di Genova mostra ancora una volta il vero volto della democrazia borghese: colpendo con condanne pesantissime la resistenza alla repressione di Stato attuata nel luglio 2001. Denunciamo il silenzio complice della c.d. Sinistra: l'applicazione della peggiore legislazione emergenziale e di articoli tipici del codice penale fascista contro l'opposizione sociale e politica, con condanne classificate come ostative a qualunque misura alternativa, non può essere nascosta sotto la sabbia e l'ipocrisia della politica da salotto.
Si condanna fino a 15 anni di carcere per episodi di danneggiamento di oggetti, come una banale vetrina, nel corso degli incidenti a seguito delle cariche violentissime di Polizia e Carabinieri nel corso di quella che Amnesty International ha definito la più grave violazione dello stato di diritto in Europa dopo la seconda guerra mondiale; la stessa "giustizia" censura con condanne simboliche (e nessuna pena effettiva) fatti accertati e gravissimi, per le violenze sulle persone (dalle sevizie, fino all'omicidio), compiuti da agenti al servizio dello Stato. Ricordiamo le torture inflitte ai detenuti politici negli anni settanta e ottanta, denunciate in quegli anni costarono il carcere ai giornalisti, mentre i protagonisti di quelle torture sono oggi ai vertici della Polizia di Stato. Gli agenti condannati per le violenze della Diaz, o per omicidio come avvenuto in alcuni processi, sono sempre al loro posto, a reprimere e a controllare la vita di tutti/e.
Con la piu' importante sentenza politica degli ultimi decenni la Magistratura intende regolare i rapporti dello Stato, nella sua massima espressione autoritaria e violenta, con i movimenti sociali e di protesta per condizionarne in termini strategici la prospettiva possibile ed i confini ammessi, oltre i quali si rischiano 15 anni di galera. In questo senso quella su Genova è una sentenza terroristica, volta ad ostacolare la protesta sociale, al momento dilagante in paesi vicini come in Grecia ed in Spagna, affinché non contagi pure l'Italia.
Questa è la loro “legalita'”.
Solidarieta' e sostegno alle compagne e ai compagni condannati
per i fatti di Genova 2001 e alle loro famiglie.
LIBERE/I TUTTE/I
Gruppo di discussione su Crisi, Repressione, Territorio (Pisa) email:nocrisierepressione@inventati.org f.i.p via_s.lorenzo_38Pi

20120709

Incendio al laboratorio delle polizia scentifica di Roma... dove erano "custodite" le prove dell'attentato di Brindisi


Altre prove inconfondibili di depistaggio nel caso dell'attentato di Brindisi. Siamo alle solite.
Riporto la notizia ANSA:
ROMA - Un incendio si e' sviluppato in uno dei laboratori del Dipartimento della Polizia scientifica a Roma, in zona Cinecitta', e un reperto dell'attentato alla scuola 'Morvillo Falcone' di Brindisi e' andato distrutto.  L'incendio si e' verificato alcuni giorni fa ma la notizia si apprende solo oggi e si sarebbe sviluppato a causa di un corto circuito.

C'è altro da aggiungere? E' grottesco.
Altri quotidiani danno la notizia così:
"L’incendio al laboratorio della Polizia scientifica all’interno della Direzione centrale della Polizia non ha nessun colpevole se non il caldo. Infatti l’esplosione che si è verificata lunedì scorso nel complesso di Via Tuscolana, dove si trovano gli uffici centrali e i reparti del ministero degli Interni, è stata causata dalla violenta ondata di caldo portata dall’anticiclone Caronte.
Il punto è che insieme al laboratorio sono andati in fiamme anche molti reperti tra cui sicuramente uno collegato alla strage di Brindisi dove perse la vita Melissa Bassi, probabilmente proprio le tre bombole con le quali Vantaggiato ha fabbricato l’ordigno. Sembra che però non ci saranno conseguenze per il processo."

E' COLPA DI CARONTE? NON CI SARANNO CONSEGUENZE PER IL PROCESSO?
Ci trattano come dei coglioni. Cosa è andato bruciato? Proprio la bomba! E perché proprio le bombole di gpl sono andate distrutte? Perché era la baggianata più grande di tutte quelle che hanno detto, quella meno difendibile, perché di scienza si tratta. Le bombole di gpl non esplodono così, tanto che è da mesi che in rete la gente che sa un minimo di fisica si chiede come possa essere plausibile la ricostruzione dalla polizia.
A voi 2 link che posso dare una risposta a queste domande: uno e due

Vi abbiamo sgamati fin dalle prime ore, ridicoli quaquaraquà! Basta FINTI MISTERI DI STATO, la rete vi sta con il fiato sul collo, assassini.