20120615

Chi è Giampaolo Ganzer (tutto quello che i media di regime non ti dicono)


fonte: http://www.controappuntoblog.org/

Il 13 giugno del 1994, il brigatiere Giuseppe Incorvaia, andò a trovare il figlio Salvatore, anche lui carabiniere di Vimercate. Costui aveva 24 anni, sposato e con un figlio di appena venti mesi. Era inquieto e dopo tante insistenze gli disse a Giuseppe : "Papà, ormai sei fuori dall’Arma… E’ meglio che tu non sappia”. Aggiunse poi che si trattava di una storia in cui entravano pezzi grossi al di sopra di ogni sospetto e che di mezzo c’era un maresciallo. La storia non finì lì purtroppo.
Due giorni dopo, la mattina del 15 giugn, Salvatore chiese a suo padre di accompagnarlo dal comandante della compagnia, a Monza. Finalmente si era deciso a raccontare tutto. In più avrebbe chiesto un trasferimento, voleva lasciare Vimercate ed essere manadato a Genova. Ma il comandante non si fece trovare. Salvatore così facendo firmò la sua condanna, condanna che venne eseguita quella notte stessa.
Fu ritrovato sul ciglio di una strada, con un colpo alla tempia esploso dalla sua pistola di ordinanza. Suicidio. Ma alquanto strano perché l’auto presentava il vetro dello sportello frantumato all'interno della vettura, come se il proiettile corresse in direzione opposta. Due suoi colleghi, Salvatore Corbo e Sebastiano D’Immé, dopo qualche tempo avrebbero rivelato al padre che non si tratto di suicidio, ma di un omicidio vero e proprio. Ma non poterono essere di grande aiuto perché qualche tempo dopo entrambi morirono in circostanze strane.
Secondo il padre, per sapere la verità sulla morte del figlio, bisognerebbe andare a spulciare le carte dei ROS.
Un esponente della malavita, Biagio Rotondo, detto «Il Rosso» racconta al pm Salomone che nel 1991 due carabinieri del Ros lo avvicinarono in carcere e gli proposero di diventare un confidente nel campo della droga. In realtà, secondo l’accusa, questi confidenti venivano utilizzati come agenti provocatori, come spacciatori, come tramiti con le organizzazioni dei trafficanti. «Il Ros – scrivono i giudici nel rinvio a giudizio – instaura contatti diretti e indiretti con rappresentanti di organizzazioni criminali sudamericane e mediorientali dedite al traffico di stupefacenti senza procedere né alla loro identificazione né alla loro denuncia, ordina quantitativi di stupefacente da inviare in Italia con mercantili o per via aerea, versando il corrispettivo con modalità non documentate e utilizzando anche denaro ricavato dalla vendita in Italia dello stupefacente importato. Denaro di cui viene omesso il sequestro».
Il pentito Biagio Rotondo venne arrestato dagli stessi ROS che aveva denunciato e nel 2007, nel carcere di Lucca, fu ritrovato morto suicidato.

Nel 2008 in Umbria ci fu una vasta operazione denominata Bruswood che portò all’arresto di cinque ragazzi anarchici per terrorismo. Si inventarono pure la sigla: COOP-FAI, l’acronimo sta per Contro Ogni Ordine Pubblico-Federazione Anarchica Informale.
In Umbria c’è una grossa infiltrazione della ‘ndrangheta e della massoneria (che delle volte coincidono) e il riciclaggio avviene principalmente tramite il cemento. A Spoleto c’era un grande fermento contro l’eco mostro che stavano costruendo. Grazie a questa operazione si riuscì a ristabilire la “normalità”.
Sempre in Umbria e sempre nel 2008, un’altra operazione riuscì a far emergere gli affari della ‘ndrangheta e colletti bianchi ma anche di questa non se ne sa più niente.
 La ‘ndrangheta in realtà non è stata smantellata ma si è rafforzata sempre più. Di nuovo nel 2008 e sempre a Perugia stroncarono la celebre Banda degli ex Pentiti dove tra l’altro c’erano collusi personaggi che ritroviamo nell’Inchiesta Premium, inchiesta che portò alla morte di Niki Aprile Gatti. In questo caso si appura che il capo Salvatore Menzo, nonostante i gravi capi d’accusa, tra cui omicido, è ancora agli arresti domiciliari.

Ebbene in tutte queste storie c’entrano i ROS capitanati da Giampaolo Ganzer, condannato lunedi 12 luglio 2010, a 14 anni di carcere per traffico di droga. Secondo il tribunale di Milano, il generale Ganzer e 13 altri alti ufficiali dei Carabinieri, hanno organizzato un vasto traffico di droga e armi per il loro arricchimento personale.

Sono recentemente uscite fuori le motivazioni e si parla esplicitamente di una mente pericolosissima e capace di commettere anche gravissimi reati per raggiungere gli obiettivi ai quali è spinto dalla sua smisurata ambizione. Riuscì a progettare operazioni farsa arrestando i pesci piccoli e dando forza a quelli grandi, di alto livello. In pratica erano operazioni che accrescevano la sua fama, oltre al denaro, e nello stesso tempo rafforzavano i boss.
Resta con la prescrizione una zona d’ombra anche per un carico arrivato dal Libano di 4 bazooka,119 kalasnikov, 2 lanciamissili, in quel caldissimo 1993 italiano. Secondo l’originario capo d’accusa i Ros avrebbero venduto le armi alla cosca dei Macrì-Colautti.

Ganzer ovviamente aveva tanti complici, anche pezzi della Magistratura. E forse non solo, visto i contatti con i servizi segreti. Inevitabili per il lavoro, certamente. Ma quando si scopre che Maniero, il boss della mala del Brenta, risultava nel suo libro paga e che a sua volta aveva contatti con i servizi, beh la logica fa pensare che l’appoggio potrebbe essergli venuto dall’alto per fare questi illeciti gravissimi.
Nonostante questo capo d’amputazione, Ganzer rimane al suo posto e sta gestendo anche inchieste importanti come i fondi neri a Finmeccanica, i ricatti a Marrazzo, la P3, l’asse calabro-lombarda delle ‘ndrine e gli affari della Camorra. Da notare che anche nell’inchiesta sull’asse calabro-lombarda c’è di mezzo uno strano suicidio, quello del dirigente dell’ospedale San Paolo di Milano.

E a questo punto, Ganzer gestiva anche l’Inchiesta Premium visto che opera anche a Firenze? Sarebbe interessante scoprirlo.

fonte: http://www.controappuntoblog.org/

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