20120628

Sono bellissimi e hitleriani, chi sono? CHI SONO?

               
Lui sapeva cosa si nasconde dietro la tecnocrazia. Canzone del 1973. Se l'avesse scritta ieri non ce ne saremmo accorti. Genio, ci manchi. Pssssh, pssssh!

20120625

Vantaggiato depistaggio di Stato


Ora, le baggianate continuano. Questo tale che mette bombe da solo davanti alle scuole per rancore verso la società... senza un movente chiaro. I conoscenti che non danno credito a quello che leggono... e i media che danno notizie incredibili e poi non dicono più niente per settimane... Colpisci e scappa!
Basta fare memoria per capire cosa c'è dietro, la Storia d’Italia è densissima di attentati e conseguenti depistaggi, spesso co-organizzati da componenti infedeli delle Istituzioni che, mediante precisi simboli e segnali, comunicano con quegli apparati, anche della politica, con l’intento da un lato di generare paura nell’opinione pubblica dall’altro di preparare il terreno alla Reazione. O nel caso specifico alla “Terza Repubblica”. O questo o è stata la mafia stessa. Ma che sia direttamente lo Stato o l'altra faccia della medaglia/Capitale, l'Anti-Stato, il risultato non cambia.
Il governo e i rappresentati delle istituzioni, dal ministro dell'interno al capo della polizia, scientemente stanno mentendo per nascondere i veri assassini di Brindisi. Perchè? Loro forse lo diranno tra 30 anni. Noi già lo sappiamo!

20120624

Golpe Franco in Paraguay


Ieri un tal Franco (...) ha messo in atto un vero e proprio colpo di stato in Paraguay. In Italia non si è detto nulla e quando si è detto si è parlato di impeachment. Sarà che non vogliono che salti la mosca al naso alla gente ora che si preparano per fare "colpi" anche qua in Europa. Magari, com'è successo in Paraguay, mascherati da qualche cos'altro e come è già successo in Italia con il Governo dei Non Eletti. La Monsanto e altre multinazionali agroalimentari sono dietro chi ha orchestrato il Golpe in Paraguay, qua i banchieri sono i burattinai di una sempre maggiore pressione repressiva dello Stato/Capitale, che però non riesce che ad esasperare ulteriormente gli animi del popolo che quindi, a un certo punto, dovrà essere sottomesso con la forza. O abbiattiamo il capitalismo o il capitalismo abbatterà noi, è solo questione di tempo, di un tempo sempre più esiguo.

20120615

CONSIDERAZIONI A CALDO SUL TERREMOTO ANTI-ANARCHICO CON EPICENTRO LA PROCURA DI PERUGIA


Comunicato COBAS TERNI:

La prima notizia che dobbiamo dare, dato che il Comitato 23 Ottobre nasce nel 2007 come gruppo di solidarietà con le vittime dell’ “Operazione Brushwood” – la dobbiamo ai tanti che ci stanno scrivendo, telefonando, che sono venuti persino a casa a sincerarsi – è che nessuno dei 4 giovani spoletini ancora sotto processo per l’indagine cominciata con il blitz dell’ottobre 2007 si trova fra gli arrestati,né fra gli indagati a piede libero, né fra le decine di perquisiti. Questa notte/mattina c’è infatti stata un’ondata di arresti di anarchici, ancora una volta diretta dal pm di Perugia Manuela Comodi e dal capo dei ROS Ganzer. Gli arrestati sarebbero 10, ci sarebbero in tutto 24 indagati e 40 perquisizioni. Un’operazione con carattere internazionale, con 6 indagati in Grecia, 2 arresti rispettivamente in Svizzera e Germania.
Non sappiamo ancora quali saranno le reazioni delle vittime di questa ennesima ondata repressiva, non entriamo quindi nel merito per non danneggiarli. Ci limitiamo ad osservare alcuni elementi che non vanno certo nella direzione degli inquirenti.
In primo luogo i protagonisti nel blitz. Manuela Comodi è lo stesso pm che nel 2007 ha ordinato l’arresto di 5 giovani spoletini. Condannati senza prove e con mille contraddizioni (siamo in attesa del processo di appello) a pene molto inferiori (da 1 a 3 anni, contro richieste di 9) e in un quadro accusatorio decisamente ridotto rispetto alle accuse. Manuela Comodi è anche il pm che ha arrestato due anarchici a Orvieto e Perugia nel 2009, poi scarcerati dalla Cassazione, smentendo il teorema del magistrato. Oggi è tornata alla carica e fra gli arrestati ci sarebbero anche quei due giovani, ancora una volta perseguiti. Manuela Comodi è anche il magistrato clamorosamente uscito sconfitto nel cosiddetto “processo Meredith” e finito nell’occhio del ciclone per le spese pazze e le consulenze inutili della Procura di Perugia. L’altro protagonista è il Generale dei ROS, Giampaolo Ganzer. Condannato a 14 anni per spaccio internazionale di stupefacenti e prescritto, per scadenza termini, per traffico internazionale di armi, secondo l’accusa "119 kalashnikov, 2 lanciamissili, 4 missili e munizioni". Quando un’operazione giudiziaria porta la firma di personaggi dal profilo più che discusso, la credibilità già in partenza è segnata da un enorme punto interrogativo.  
In secondo luogo, notiamo la similitudine con il modo di procedere della stampa “amica” (dei ROS, ovviamente). Alcune settimane fa la pagina locale del Messaggero e della Nazione annunciavano “piste umbre” per l’agguato ad Adinolfi. Il Messaggero si spingeva addirittura a mettere i nomi, alcuni dei quali poi finiti fra gli arrestati. Le veline sono pubblicate da Italo Carmignani. Puntualmente arriva il blitz. La stampa scrive: “sono gli stessi dell’agguato ad Adinolfi”. Ma nelle carte l’attentato di Genova non è nemmeno nominato. Francamente ci sembra un film già visto. Anche nel 2007 i giornali scrissero “gli stessi delle bombe a Prodi”, ma non c’entrava nulla. Le stesse veline, gli stessi giornalisti, gli stessi giornali … finirà anche questa volta a tarallucci e vino? La credibilità di questa  stampa ha ormai lo stesso credito di quella degli inquirenti. Cioè quasi nullo.
Il terzo elemento lo traiamo dalle accuse. Ancora una volta viene contestato l’articolo 270 bis, ovvero l’associazione sovversiva. Un reato inventato dal ministro fascista Rocco negli anni ’30 e che ancora non è stato abolito. Bisogna fare una battaglia di civiltà contro i reati associativi. Non a caso paesi come la Francia, non certo in mano ai comunisti né tanto meno agli anarchici, ancora si rifiutano di estradare gli indagati di reati associativi. Il reato associativo punisce le idee, prevede incrementi di pena non per il reato in sé ma per la sua natura politica. E’ un rimasuglio della giurisdizione fascista che va superato. In un periodo di sociopatico giustizialismo, anche a sinistra, la battaglia contro il 270 bis è coraggiosamente contro corrente.
In attesa di saperne di più, facciamo notare che degli 8 arrestati in Italia, ben 4 sono umbri o comunque sono stati anni nella regione. E’ ora che questa regione si liberi di ogni atto di forza, anche e soprattutto se viene da chi lo fa in nome della sicurezza. Non vogliamo più vedere volare all’alba gli elicotteri dei Carabinieri sopra la testa e vedere uomini armati nelle strade.
Facciamo appello alle forze di movimento della regione per dire basta alla repressione, l’Umbria non è terra per le azioni militari dei ROS.
La crisi ha prodotto reazioni di ogni tipo, proteste di piazza, danneggiamenti contro chi è stato ritenuto responsabile dell’impoverimento, suicidi e perfino sequestri di persona. La caccia all’anarchico è solo un palliativo, servirà forse a rinverdire l’immagine di Ganzer e Commodi, ma non potrà nascondere le reazioni di chi è disperato o ha deciso di dire basta.

COMITATO 23 OTTOBRE – 13/06/2012

Chi è Giampaolo Ganzer (tutto quello che i media di regime non ti dicono)


fonte: http://www.controappuntoblog.org/

Il 13 giugno del 1994, il brigatiere Giuseppe Incorvaia, andò a trovare il figlio Salvatore, anche lui carabiniere di Vimercate. Costui aveva 24 anni, sposato e con un figlio di appena venti mesi. Era inquieto e dopo tante insistenze gli disse a Giuseppe : "Papà, ormai sei fuori dall’Arma… E’ meglio che tu non sappia”. Aggiunse poi che si trattava di una storia in cui entravano pezzi grossi al di sopra di ogni sospetto e che di mezzo c’era un maresciallo. La storia non finì lì purtroppo.
Due giorni dopo, la mattina del 15 giugn, Salvatore chiese a suo padre di accompagnarlo dal comandante della compagnia, a Monza. Finalmente si era deciso a raccontare tutto. In più avrebbe chiesto un trasferimento, voleva lasciare Vimercate ed essere manadato a Genova. Ma il comandante non si fece trovare. Salvatore così facendo firmò la sua condanna, condanna che venne eseguita quella notte stessa.
Fu ritrovato sul ciglio di una strada, con un colpo alla tempia esploso dalla sua pistola di ordinanza. Suicidio. Ma alquanto strano perché l’auto presentava il vetro dello sportello frantumato all'interno della vettura, come se il proiettile corresse in direzione opposta. Due suoi colleghi, Salvatore Corbo e Sebastiano D’Immé, dopo qualche tempo avrebbero rivelato al padre che non si tratto di suicidio, ma di un omicidio vero e proprio. Ma non poterono essere di grande aiuto perché qualche tempo dopo entrambi morirono in circostanze strane.
Secondo il padre, per sapere la verità sulla morte del figlio, bisognerebbe andare a spulciare le carte dei ROS.
Un esponente della malavita, Biagio Rotondo, detto «Il Rosso» racconta al pm Salomone che nel 1991 due carabinieri del Ros lo avvicinarono in carcere e gli proposero di diventare un confidente nel campo della droga. In realtà, secondo l’accusa, questi confidenti venivano utilizzati come agenti provocatori, come spacciatori, come tramiti con le organizzazioni dei trafficanti. «Il Ros – scrivono i giudici nel rinvio a giudizio – instaura contatti diretti e indiretti con rappresentanti di organizzazioni criminali sudamericane e mediorientali dedite al traffico di stupefacenti senza procedere né alla loro identificazione né alla loro denuncia, ordina quantitativi di stupefacente da inviare in Italia con mercantili o per via aerea, versando il corrispettivo con modalità non documentate e utilizzando anche denaro ricavato dalla vendita in Italia dello stupefacente importato. Denaro di cui viene omesso il sequestro».
Il pentito Biagio Rotondo venne arrestato dagli stessi ROS che aveva denunciato e nel 2007, nel carcere di Lucca, fu ritrovato morto suicidato.

Nel 2008 in Umbria ci fu una vasta operazione denominata Bruswood che portò all’arresto di cinque ragazzi anarchici per terrorismo. Si inventarono pure la sigla: COOP-FAI, l’acronimo sta per Contro Ogni Ordine Pubblico-Federazione Anarchica Informale.
In Umbria c’è una grossa infiltrazione della ‘ndrangheta e della massoneria (che delle volte coincidono) e il riciclaggio avviene principalmente tramite il cemento. A Spoleto c’era un grande fermento contro l’eco mostro che stavano costruendo. Grazie a questa operazione si riuscì a ristabilire la “normalità”.
Sempre in Umbria e sempre nel 2008, un’altra operazione riuscì a far emergere gli affari della ‘ndrangheta e colletti bianchi ma anche di questa non se ne sa più niente.
 La ‘ndrangheta in realtà non è stata smantellata ma si è rafforzata sempre più. Di nuovo nel 2008 e sempre a Perugia stroncarono la celebre Banda degli ex Pentiti dove tra l’altro c’erano collusi personaggi che ritroviamo nell’Inchiesta Premium, inchiesta che portò alla morte di Niki Aprile Gatti. In questo caso si appura che il capo Salvatore Menzo, nonostante i gravi capi d’accusa, tra cui omicido, è ancora agli arresti domiciliari.

Ebbene in tutte queste storie c’entrano i ROS capitanati da Giampaolo Ganzer, condannato lunedi 12 luglio 2010, a 14 anni di carcere per traffico di droga. Secondo il tribunale di Milano, il generale Ganzer e 13 altri alti ufficiali dei Carabinieri, hanno organizzato un vasto traffico di droga e armi per il loro arricchimento personale.

Sono recentemente uscite fuori le motivazioni e si parla esplicitamente di una mente pericolosissima e capace di commettere anche gravissimi reati per raggiungere gli obiettivi ai quali è spinto dalla sua smisurata ambizione. Riuscì a progettare operazioni farsa arrestando i pesci piccoli e dando forza a quelli grandi, di alto livello. In pratica erano operazioni che accrescevano la sua fama, oltre al denaro, e nello stesso tempo rafforzavano i boss.
Resta con la prescrizione una zona d’ombra anche per un carico arrivato dal Libano di 4 bazooka,119 kalasnikov, 2 lanciamissili, in quel caldissimo 1993 italiano. Secondo l’originario capo d’accusa i Ros avrebbero venduto le armi alla cosca dei Macrì-Colautti.

Ganzer ovviamente aveva tanti complici, anche pezzi della Magistratura. E forse non solo, visto i contatti con i servizi segreti. Inevitabili per il lavoro, certamente. Ma quando si scopre che Maniero, il boss della mala del Brenta, risultava nel suo libro paga e che a sua volta aveva contatti con i servizi, beh la logica fa pensare che l’appoggio potrebbe essergli venuto dall’alto per fare questi illeciti gravissimi.
Nonostante questo capo d’amputazione, Ganzer rimane al suo posto e sta gestendo anche inchieste importanti come i fondi neri a Finmeccanica, i ricatti a Marrazzo, la P3, l’asse calabro-lombarda delle ‘ndrine e gli affari della Camorra. Da notare che anche nell’inchiesta sull’asse calabro-lombarda c’è di mezzo uno strano suicidio, quello del dirigente dell’ospedale San Paolo di Milano.

E a questo punto, Ganzer gestiva anche l’Inchiesta Premium visto che opera anche a Firenze? Sarebbe interessante scoprirlo.

fonte: http://www.controappuntoblog.org/

20120613

Operazione Ardire



Oggi maxi-operazione contro "i terroristi" anarchici , titoli roboanti, servizi che ricostruiscono la storia del terrorismo anarchico degli ultimi 20 anni(???) e narrano il mito di un'organizzazione internazionale che va dal Cile alla Russia, dall'Indonesia al Messico... manco Al-Qaeda nei tempi migliori. E ancora articoli che pubblicano non solo nomi e cognomi, ma perfino città, via e numero civico di residenza dei compagni arrestati. Sarà che essendo anarchici rifiutiamo la "giustizia" borghese e quindi noi il diritto alla privacy non ce lo meritiamo. Ma vera giustizia sarebbe pubblicare pure l'indirizzo esatto di residenza del giornalista che rivela tali informazioni...
Comunque siamo certi che se le accuse sono queste: "L'anarco-insurrezionalista arrestato a Genova è accusato di far parte di una associazione eversiva con finalità terroristiche attraverso scritti, documenti e comunicati pubblicati su blog in internet...” presto chiunque esprime il suo pensiero libertario in rete rischierà di essere un eversivo terrorista.
Allora è vero! Un nuovo spauracchio sta nascendo. Un “internazionale del terrore è stata sgominata” ha dichiarato l'integerrimo Generale Ganzer (Generale dei ROS, condannato a 14 anni per spaccio di stupefacenti, è pure stato prescritto per traffico di armi, "119 kalashnikov, 2 lanciamissili, 4 missili e munizioni" secondo l'accusa).
Sta venendo cagata sta panzana dai media di regime e dai servizi dei vari stati per poter attaccare la partecipazione diretta che nasce dalla rete. Ci si inventa un contenitore di terroristi, “anarchico”, di cellule tra loro slegate e che possono colpire autonomamente in ogni dove. Così da avere al momento opportuno mano libera per arrestare chicchessia ovunque... e anche mano libera nel poter mettere le bombe e ammazzare la gente avendo a chi attribuire le orribili stragi, per poter quindi scatenare “la risposta dello stato”. La dinamica ormai la conosciamo a memoria. Ricordiamo gli articoli su Valpreda e gli altri anarchici dopo piazza Fontana...
Il terreno per lo stragismo di stato è in preparazione, pur di arrestare la caduta del capitalismo, gli uomini dello stato ricominceranno ad ammazzare indiscriminatamente innocenti e ad attribuirne la colpa ai malvagissimi anarchici?

Un compagno che stanotte, nell'ambito della stessa operazione, è stato disturbato dalla perquisa degli sbirri, ha scritto su anarchaos.org queste considerazioni, ve le riproponiamo:
  
"Nel contesto di una maxi-operazione ("Operazione Ardire"… ma che nome del cazzo è?) contro anarchici ed incendiari della pace sociale, alle 4.00 della notte tra il 12 ed il 13 giugno, subisco una perquisizione domiciliare da parte dei ROS di Perugia e di Bologna, oltre ad un paio di carabinieri locali (anche se con esito negativo, a differenza dell'ultima). Cercavano le stesse cose dell'altra volta: computer, materiale esplodente, ecc.
Questa volta, però, con una simpatica sorpresa: i signori in divisa, per ordine dell'ormai nota suor M. Comodi, mi informano del fatto che è stata aperta un'indagine nei miei confronti, per il solito articolo 270bis. Voglio comunque chiarire che, sebbene mi sia stato assegnato al momento un avvocato d'ufficio, revocherò ogni difesa legale, poiché nego il diritto e non riconosco nessuna autorità, giudiziaria o meno.
In ogni caso, una classica retata in grande stile, per la quale, tra l'altro, sono in custodia cautelare una decina di anarchici e sono sotto indagine più di una ventina di persone, tra cui anche alcuni/e compagni/e della CCF, ma è ancora presto per avere un quadro generale della situazione.
Che dire? Sarebbe ripetitivo sottolineare che, nonostante tutti gli anni di galera sotto i quali possono seppellirci, l'incendio che portiamo dentro è ormai inarrestabile.
Esso si espande, fiero, ed incontra le fiamme degli affini di ogni dove, coloro che, in un mondo come questo, accettano un'unica posizione: quella dell'attacco.
Questi straordinari compagni, il cui odio brucia come mille soli che splendono nel cielo, sono gli amici ed i fratelli con cui condividiamo rabbia e dolore, lacrime e sorrisi, dubbi e passioni che pesano come macigni e fischiano come piombo; sono coloro che minacciano la società, le sue leggi ed i suoi difensori con la loro stessa esistenza; sono quei ribelli indomiti che illuminano le notti e dipingono le città coi colori della distruzione e della rivolta.
Anche da dietro le sbarre delle carceri o all'interno dei tribunali, i loro sguardi, le loro parole ed i loro pensieri sono armi pericolose e si fanno lime affilate per l'evasione, benché giudici e PM tentino di soffocare in loro qualsiasi barlume di potenza individuale.
Ma questi scarti umani non possono fermare la furia iconoclasta che si sta diffondendo come un virus.
Noi siamo l'infezione… e non c'è nessuna cura. Né per i "padroni", né per i "servi".
Il caos è alle porte…

Tomo, 13 giugno, dal mio Nulla."