20120514

Terrorismo rossonero



Il 23 marzo del 1921 l'attentato perpetrato da anarchici al Teatro Diana di Milano spianò la strada a Mussolini e aprì le porte al ventennio fascista. Il 12 dicembre del 1969 un attentato anarchico in Piazza Fontana diede inizio alla strategia della tensione eseguita dallo stato italiano per favorire gli interessi dell'impero nella penisola. Ora gli anarchici riaprono la stagione delle pistole e del terrorismo. E quando avviene tutto ciò? Avviene nel momento, tanto per cambiare, in cui il capitale è alla frutta, i partiti borghesi vacillano e il popolo sta iniziando a dire basta ai soprusi dello stato, attraverso sempre più numerosi atti di giustizia individuale. I sospetti sono tanti, rafforzati dall'atteggiamento tipico dei giornalisti di regime che sostengono acriticamente la versione del Governo dei non-eletti. Da anni i servizi segreti tessono attraverso i media la trama degli Anarco-Insurrezionalisti, per poter, un giorno, farne uso. E quel giorno è arrivato. FAI, Federazione Anarchica Informale, è un acronimo di cui chiunque può fare uso. Un comodissimo calderone dove tutto può succedere e nulla si può dimostrare, né smentire. Uno spauracchio ineccepibile. Non c'è nessuna organizzazione da colpire. Tutto e niente, solo una serie di comunicati e di azioni senza legame. Nella rivendicazione dell'attentato salta agli occhi la contraddizione di chi dice di non cercare facile consenso attacando Equitalia e poi manda un comunicato al Corriere della Pera per dare risonanza alle proprie azioni, con annesso simbolo emulabile...Sparare alle gambe di un tipo, mandare un comunicato via posta a un quotidiano nazionale e utilizzare un simbolo specifico, ricordano molto la metodologia delle BR, non a caso, ma poco hanno a che fare con i metodi di lotta libertari. Un attentato anarchico fu quello di Gaetano Bresci, nessuna rivendicazione, nessuna sceneggiata, ammazzò il re, non c'era altro da dire. E l'aspra critica all'anarch-ismo ideologico e cinico? Come se in Italia non ci fossero terreni di lotta altri, anche di scontro fisico, dove poter mettere in atto le proprie Azioni Dirette, che le pistolettate ai polpacci degli amministratori delegati. Compagni che lottano per la difesa della propria terra e del proprio habitat, insegnanti che perpetrano il proprio sapere libertario, propagatori di vita anti-autoritaria e innumerevoli azioni dirette quotidiane e pazienti nelle piccole realtà... sul territorio. Sarebbero questi coloro che "rafforzano la democrazia"? ...ma per poter polemizzare approfonditamente sui contenuti del comunicato attribuito alla FAI dovremmo almeno avere la certezza che sia stato scritto da anarchici veri e non redatto nelle oscure stanze del potere.


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