20120526

Attentato MAFIOSO a Brindisi. Lo stato non ci sta.



Se hai dubbi su ciò che ti avviene attorno, se non capisci, se ti chiedi chi può essere stato, per esempio, a mettere una bomba in una scuola di provincia… se veramente hai a cuore la vita di ragazzine innocenti e vuoi sapere cos’è successo, senza aver bisogno di fare il grande investigatore, basterebbe tenere un orecchio drizzato alle dichiarazioni del potere. Da una parte un attentato palesemente mafioso, che tutti gli elementi rendono inconfondibilmente un attentato di mafia (il nome della scuola, il giorno dell’attentato, il passaggio della “carovana della legalità”, la scelta dell’obbiettivo stesso) . Dall’altra un potere che usa i media da anni per tessere un nuovo terrorismo, il terrorismo anarco-insurrezionalista, e che si trova all’improvviso con un’ attentato inaspettato. Non preparato in seno allo stato.
La prima cosa che salta agli occhi è che si neghi, fin da subito, che sia un attentato di mafia. Quando invece di solito siamo abituati a facili attribuzioni pur di dare un colpevole in pasto all’opinione pubblica. Stavolta no, il colpevole più “papabile” viene immediatamente scartato dallo stesso ministro degli interni! Per iniziare tra l'altro un balletto di attribuzioni alquanto vago e raffazzonato, nulla “utile” in chiave di credibilità delle forze investigative. Se questo era già sospetto di per sé, le interviste e dichiarazioni che si sono susseguite la settimana dopo l’attentato di Brindisi da parte dei maggiori rappresentati dello stato/capitale diventano una prova. Sia Monti che Napolitano che Manganelli si sono scomodati a dire e ribadire, che il vero pericolo è l’anarco-insurrezionalismo della FAI! Ma dai! Sventrano delle adolescenti innocenti e questi parlano solo delle ridicole rivendicazioni "anarchiche"?
Pare evidente dalla “strategia mediatica” successiva che lo stato è rimasto spiazzato da un attentato che da una parte era impossibile attribuire alla FAI, per ovvi motivi, e che per cruenza ed efferatezza rendeva lo sparare ad un polpaccio di uno sfigato una cosa ridicola in confronto. Quindi lo stato che tanto si preoccupava di creare lo spauracchio FAI si trova con una bomba che manda all’aria tutti i suoi piani, e rimette sul piatto una lotta che il capitale in realtà non hai mai voluto sostenere realmente, e cioè quella contro “l’anti-stato”. 
La storia ci insegna che lo stato tratta con l'anti-stato di continuo, e che gli ingenui che hanno creduto di poter contrastare il potere mafioso dalla parte dello stato "buono", sono stati traditi, ammazzati e poi ipocritamente santificati. La mafia, come ben sappiamo, è l’altra faccia della medaglia dello stato capitalista, la faccia utile a fare il lavoro sporco. Ora che il capitale è in crisi non c’è nessun interesse ha inscenare una lotta contro le cosche mafiose, ormai sempre più palesemente organiche al sistema appunto, e che nulla sposterebbe nel contrasto alla caduta del capitale, anzi ne avvicinerebbe il crollo. E quindi abbiamo visto un rapido e maldestro allontanamento dall’idea che sia stata una cosca mafiosa e un ancor più rapido e grottesco ritorno allo spauracchio anarchico. 
Se la mafia si è resa responsabile di un attentato del genere, lo ha fatto strategicamente e nel miglior momento, ed evidentemente ha subito avuto garanzie che il motivo per il quale ha voluto mandare un messaggio così forte è stato recepito e che lo stato ha dato garanzie in tal senso… per il bene di tutti i loro interessi.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Attentato terroristico mafioso a Brindisi:
bruciano le prove, scompaiono i complici.
http://www.ilcittadinox.com/blog/attentato-mafioso-a-brindisi-bruciano-le-prove-scompaiono-i-complici.html
Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X