20120319

Un mese dopo la Rivoluzione


Le organizzazioni della classe operaia si sono installate nei palazzi di uffici e nelle ville dei ricchi. I conventi, purgati dai parassiti, servono come scuole pubbliche; in un monastero si è messa addirittura al lavoro una nuova università. Ristoranti popolari messi su da contadini, sono a disposizione della milizia e degli operai organizzati. Presso i commercianti che speculano al rialzo, i generi di prima necessità vengono requisiti e distribuiti. Ma il mutamento maggiore riguarda la sfera produttiva. Molti imprenditori, tecnici, direttori, proprietari e amministratori sono fuggiti. Altri sono stati catturati e rinviati a giudizio dai lavoratori. I sindacati stimano che la metà degli imprenditori siano scappati; il 40% siano stati “allontanati dalla sfera sociale”; il restante 10% si è dichiarato disposto a continuare a lavorare nelle nuove circostanze al servizio degli operai. I consigli e i comitati operai controllano le imprese, requisiscono ditte e società un tempo di proprietà privata. I principali mezzi di produzione vengono rilevati dai sindacati, dalle cooperative agricole, dalle amministrazioni cittadine. Solo le piccole imprese, nel settore dei beni di consumo, restano in mani private. Sono state socializzate anche le società dei trasporti e le ferrovie, le compagnie petrolifere, le officine di montaggio della Fiat, gli impianti portuali, le centrali elettriche, i grandi magazzini, i teatri e i cinema, le fabbriche metallurgiche, che hanno importanza per gli armamenti, le società di esportazione di prodotti alimentari, le grandi cantine. La forma giuridica dell'acquisizione è stata diversa di caso in caso. Le imprese sono divenute in parte proprietà comune, in altri casi è stato concluso un accordo con il precedente proprietario, in altri ancora costui è stato semplicemente espropriato. Le ditte straniere sono state statalizzate, i trust smembrati. In ogni caso i lavoratori stessi hanno assunto la direzione della società, attraverso un comitato di controllo nel quale sono rappresentati i due grandi sindacati, quello anarchico e quello socialista. Inoltre sono stati preparati piani per l'aumento della produttività, sono stati realizzati impianti sanitari e scuole nelle imprese, e la vendita della produzione è stata regolata in accordo con i sindacati...

P.S.: E pensare che questo non è un auspicio ma un testo copiato paro paro(a parte la Ford che qui è diventata Fiat), scritto da un testimone diretto, Henri Rabasseire, che narra la Barcellona post-rivoluzionaria nel 1936. E ora un pò di magnifica storia rivoluzionaria:

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