20121208

Nuova guerra in Congo nel silenzio più assordante



La Repubblica Democratica del Congo è probabilmente il paese più ricco del mondo in risorse minerarie, ha tutto in abbondanza, dai diamanti al petrolio, ma la sua popolazione è la più povera del pianeta, perché per generazioni queste ricchezze sono state saccheggiate dagli invasori.
Ricordiamo che la RDC detiene l'80% di tutto il coltan disponibile, un minerale molto prezioso utilizzato nella fabbricazione di moderni dispositivi tecnologici per armi, telefoni cellulari e telefoni fissi.
L'ultima guerra del Congo si è conclusa nel 2003, dopo aver causato 5.400.000 morti, la più grande catastrofe umanitaria dalla seconda guerra mondiale. Il silenzio internazionale ha permesso quel massacro ignorando la guerra e nascondendo le sue cause, e questo perché tutti i governi occidentali sostenevano per i loro interessi i gruppi militari responsabili dei combattimenti. Ora che è iniziata una nuova guerra in Congo, il silenzio, ancora una volta, è assordante.
Sembrerebbe che il “Buon Obama” non sappia che un'altra guerra, conseguenza ancora del conflitto anteriore, è scoppiata in Congo, e che non veda il problema dei rifugiati e dei crimini di guerra commessi dai militari del gruppo M23 che invadono il paese e attaccano il governo della Repubblica Democratica del Congo, democraticamente eletto.
Ma ovviamente non è così. Le mani del governo degli Stati Uniti sono macchiate di sangue in questo conflitto come lo erano in quello precedente, sotto la presidenza di Bill Clinton.
Il colpevole immobilismo del “Negro Buono” dà respiro agli invasori come lo diede quello del “Bianco Buono”. Invece di denunciare l'invasione e il tentativo di rovesciare un governo democraticamente eletto, Obama diventa complice con le sue omissioni.
Ma perché iniziare un'altra guerra contro il Congo, governato tra l'altro dall'alleato Joseph Kabila, che ha collaborato all'invasione militare durante l'ultima guerra congolese rendendosi molto utile agli Stati Uniti? E che, anche lui all'inizio da buon alleato, ha regalato il petrolio e la vasta ricchezza mineraria del Congo alle multinazionali?
Probabilmente perché Kabila a un certo punto ha preso le distanze dalle marionette degli Stati Uniti Ruanda e Uganda e dal Fondo Monetario Internazionale e della Banca mondiale. Il FMI, per esempio, “sconsigliò” a Kabila di firmare un accordo strategico con la Cina da 9 miliardi di dollari, che tra l'altro avrebbe permesso al Congo di ripianare quasi completamente il suo debito pubblico, cosa poi impedita dal FMI che ha imposto nuovi debiti al Congo come rappresaglia per la sua decisione di stipulare accordi con i cinesi.
Questi eventi hanno rapidamente trasformato l'amico Kabila in nemico. Gli Stati Uniti non tollerano la nuova alleanza di Kabila con la Cina.
Kabila ha ulteriormente sconvolto i suoi ex alleati imponendogli di rinegoziare i contratti che garantiscono grandi profitti alle multinazionali per lo sfruttamento dei metalli preziosi del Congo, in modo che il paese benefici un po' della propria ricchezza.
Ora, probabilmente gli Stati Uniti abbandoneranno il loro immobilismo quando gli alleati del M23 riescano a far cadere il regime attuale e riaprano l'accesso delle multinazionali al saccheggio dei beni dei congolesi. Però se la guerra si perpetua, bisognerà aspettarsi altri tremendi massacri e pulizie etniche e che il popolo congolese, che ancora non si è recuperato dalla guerra anteriore, venga di nuovo gettato nei campi profughi dove verrà nuovamente massacrato dalle milizie, violentato, affamato e sottomesso a tutta la barbarie che accompagna questa guerra brutale, una barbarie accresciuta sempre più dal colpevole silenzio che l'avvolge.

20121003

MOLOTOV


Pacifici manifestanti vengono massacrati da anni con la scusa dei fantomatici Black-Blok. Gli anarchici che si scontrano contro la polizia se sono tali e non meri infiltrati lo vedi subito. Chi va a fare del male agli sgherri bastardi del capitale è sicuramente onesto, chi si limita, vestito di nero, a fare un po' di confusione, a bruciare le macchine degli impiegati e a spaccare le vetrine dei panettieri è sempre, e giustamente, sospetto. Nella maggioranza dei casi si tratta di infiltrati della Pulizia, inutile ribadirlo, se no sono dei deficienti ignoranti. In un caso o nell'altro è bene cacciarli dalla manifestazione energicamente.
In questi giorni in Spagna e Portogallo l'assedio ai parlamenti prolungato e reiterato, che sta facendo vacillare l'impero nella penisola iberica con enormi manifestazioni di massa pacifiche, equilibrate e molto coscienti, vengono sistematicamente represse nel sangue con la scusa degli encapuchados, che sono sempre, decine di video e foto lo dimostrano, puliziotti travestiti. In Grecia invece gli incappucciati sono sicuramente contro. L'unica arma efficace contro gli sbirri bardati/armati/lacrimogenati in una manifestazione di piazza è questa. Se vedete un ragazzo vestito di nero che lancia una molotov contro le forze del disordine non prendetevela con lui, sicuramente non è un infiltrato.
 

20120912

La crisi non è un problema è la soluzione!


Sostenere che la crisi è un fenomeno passeggero e ridurre le cause a una semplice mancanza di regole e all'usura di alcuni gruppi economici isolati, è semplicemente ridicolo.

Affrontiamo una crisi strutturale del capitalismo, così profonda che non ha soluzione all'interno di questo sistema. Bisogna che sia chiaro che PER IL CAPITALE LA CRISI NON È UN PROBLEMA, MA LA SOLUZIONE, che permette di distruggere le conquiste sociali e approfondire i livelli di sfruttamento. Ci vuole un' alternativa al capitale, ma viviamo un paradosso incredibile: il potere ideologico dominante è tale, che di fronte al disastro ambientale, demografico ed energetico, si può parlare di fine del mondo, ma non di fine del capitalismo!

20120822

Sacco & Vanzetti - 85° anniversario

Decine di migliaia di persone marciarono, protestarono e lottarono. Non solo a New York, Boston, Chicago e San Francisco. Ma in tutto il mondo: a Londra, a Parigi, a Buenos Aires, in Sud Africa...
Non fu sufficiente. La notte tra il 22 e il 23 agosto di 85 anni fa, Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti furono condannati a morte per un reato che non avevano commesso.
Lo stato, come sempre, senza scrupoli e mentendo, mise alla gogna due italiani, perché anarchici.
E perché italiani.
Dei loro boia non rimane il ricordo, ma neanche la polvere. Non rimane nulla.
Mentre loro sono ancor oggi simbolo di libertà e la loro storia si tramanderà per sempre.

Quale miglior omaggio a Nicola e Bartolomeo che quello che gli hanno tributato Gian Maria Volonté e Riccardo Cucciolla?

20120730

Da Genova 2001 alla Val di Susa: ecco il vero volto della “democrazia” borghese



In questi mesi si sono susseguite numerose operazioni repressive, con decine di denunce ed arresti, utilizzando la fumosa categoria dei “reati associativi”, come da copione, i rapporti di amicizia e di solidarietà, la comune militanza in gruppi e collettivi viene trasformata semplicemente in partecipazione a banda armata.
Si tratta di esempi di politica emergenziale già visti, che hanno portato all'arresto di tanti militanti negli ultimi 30 anni, a perquisizioni, alla messa all'indice di tanti e tante che hanno pagato con il carcere, con l'isolamento sociale e con la perdita del lavoro le proprie scelte di opposizione politica e sociale. Così come avviene in questi giorni con il movimento NO-TAV in Val di Susa, dove repressione e criminalizzazione sono ormai pane quotidiano.
E' innegabile che le manovre repressive siano costruite ad arte ogni qual volta la criminalizzazione delle lotte sociali e lo smantellamento di aree politiche si rendono utili per deviare l'attenzione generale dalla miseria crescente e dalle politiche di tagli a danno del popolo.
Esprimiamo la nostra solidarietà alle compagne e ai compagni arrestati o variamente colpiti dalla repressione in questi mesi, ai 90 attivisti fiorentini sotto processo per avere difeso il diritto allo studio, essersi opposti alla riforma Gelmini, al fascismo e all’apertura di Casapound, al razzismo e all’apertura dei CIE.
La sentenza della Cassazione del 13 luglio sui fatti di Genova mostra ancora una volta il vero volto della democrazia borghese: colpendo con condanne pesantissime la resistenza alla repressione di Stato attuata nel luglio 2001. Denunciamo il silenzio complice della c.d. Sinistra: l'applicazione della peggiore legislazione emergenziale e di articoli tipici del codice penale fascista contro l'opposizione sociale e politica, con condanne classificate come ostative a qualunque misura alternativa, non può essere nascosta sotto la sabbia e l'ipocrisia della politica da salotto.
Si condanna fino a 15 anni di carcere per episodi di danneggiamento di oggetti, come una banale vetrina, nel corso degli incidenti a seguito delle cariche violentissime di Polizia e Carabinieri nel corso di quella che Amnesty International ha definito la più grave violazione dello stato di diritto in Europa dopo la seconda guerra mondiale; la stessa "giustizia" censura con condanne simboliche (e nessuna pena effettiva) fatti accertati e gravissimi, per le violenze sulle persone (dalle sevizie, fino all'omicidio), compiuti da agenti al servizio dello Stato. Ricordiamo le torture inflitte ai detenuti politici negli anni settanta e ottanta, denunciate in quegli anni costarono il carcere ai giornalisti, mentre i protagonisti di quelle torture sono oggi ai vertici della Polizia di Stato. Gli agenti condannati per le violenze della Diaz, o per omicidio come avvenuto in alcuni processi, sono sempre al loro posto, a reprimere e a controllare la vita di tutti/e.
Con la piu' importante sentenza politica degli ultimi decenni la Magistratura intende regolare i rapporti dello Stato, nella sua massima espressione autoritaria e violenta, con i movimenti sociali e di protesta per condizionarne in termini strategici la prospettiva possibile ed i confini ammessi, oltre i quali si rischiano 15 anni di galera. In questo senso quella su Genova è una sentenza terroristica, volta ad ostacolare la protesta sociale, al momento dilagante in paesi vicini come in Grecia ed in Spagna, affinché non contagi pure l'Italia.
Questa è la loro “legalita'”.
Solidarieta' e sostegno alle compagne e ai compagni condannati
per i fatti di Genova 2001 e alle loro famiglie.
LIBERE/I TUTTE/I
Gruppo di discussione su Crisi, Repressione, Territorio (Pisa) email:nocrisierepressione@inventati.org f.i.p via_s.lorenzo_38Pi

20120709

Incendio al laboratorio delle polizia scentifica di Roma... dove erano "custodite" le prove dell'attentato di Brindisi


Altre prove inconfondibili di depistaggio nel caso dell'attentato di Brindisi. Siamo alle solite.
Riporto la notizia ANSA:
ROMA - Un incendio si e' sviluppato in uno dei laboratori del Dipartimento della Polizia scientifica a Roma, in zona Cinecitta', e un reperto dell'attentato alla scuola 'Morvillo Falcone' di Brindisi e' andato distrutto.  L'incendio si e' verificato alcuni giorni fa ma la notizia si apprende solo oggi e si sarebbe sviluppato a causa di un corto circuito.

C'è altro da aggiungere? E' grottesco.
Altri quotidiani danno la notizia così:
"L’incendio al laboratorio della Polizia scientifica all’interno della Direzione centrale della Polizia non ha nessun colpevole se non il caldo. Infatti l’esplosione che si è verificata lunedì scorso nel complesso di Via Tuscolana, dove si trovano gli uffici centrali e i reparti del ministero degli Interni, è stata causata dalla violenta ondata di caldo portata dall’anticiclone Caronte.
Il punto è che insieme al laboratorio sono andati in fiamme anche molti reperti tra cui sicuramente uno collegato alla strage di Brindisi dove perse la vita Melissa Bassi, probabilmente proprio le tre bombole con le quali Vantaggiato ha fabbricato l’ordigno. Sembra che però non ci saranno conseguenze per il processo."

E' COLPA DI CARONTE? NON CI SARANNO CONSEGUENZE PER IL PROCESSO?
Ci trattano come dei coglioni. Cosa è andato bruciato? Proprio la bomba! E perché proprio le bombole di gpl sono andate distrutte? Perché era la baggianata più grande di tutte quelle che hanno detto, quella meno difendibile, perché di scienza si tratta. Le bombole di gpl non esplodono così, tanto che è da mesi che in rete la gente che sa un minimo di fisica si chiede come possa essere plausibile la ricostruzione dalla polizia.
A voi 2 link che posso dare una risposta a queste domande: uno e due

Vi abbiamo sgamati fin dalle prime ore, ridicoli quaquaraquà! Basta FINTI MISTERI DI STATO, la rete vi sta con il fiato sul collo, assassini.

20120628

Sono bellissimi e hitleriani, chi sono? CHI SONO?

               
Lui sapeva cosa si nasconde dietro la tecnocrazia. Canzone del 1973. Se l'avesse scritta ieri non ce ne saremmo accorti. Genio, ci manchi. Pssssh, pssssh!

20120625

Vantaggiato depistaggio di Stato


Ora, le baggianate continuano. Questo tale che mette bombe da solo davanti alle scuole per rancore verso la società... senza un movente chiaro. I conoscenti che non danno credito a quello che leggono... e i media che danno notizie incredibili e poi non dicono più niente per settimane... Colpisci e scappa!
Basta fare memoria per capire cosa c'è dietro, la Storia d’Italia è densissima di attentati e conseguenti depistaggi, spesso co-organizzati da componenti infedeli delle Istituzioni che, mediante precisi simboli e segnali, comunicano con quegli apparati, anche della politica, con l’intento da un lato di generare paura nell’opinione pubblica dall’altro di preparare il terreno alla Reazione. O nel caso specifico alla “Terza Repubblica”. O questo o è stata la mafia stessa. Ma che sia direttamente lo Stato o l'altra faccia della medaglia/Capitale, l'Anti-Stato, il risultato non cambia.
Il governo e i rappresentati delle istituzioni, dal ministro dell'interno al capo della polizia, scientemente stanno mentendo per nascondere i veri assassini di Brindisi. Perchè? Loro forse lo diranno tra 30 anni. Noi già lo sappiamo!

20120624

Golpe Franco in Paraguay


Ieri un tal Franco (...) ha messo in atto un vero e proprio colpo di stato in Paraguay. In Italia non si è detto nulla e quando si è detto si è parlato di impeachment. Sarà che non vogliono che salti la mosca al naso alla gente ora che si preparano per fare "colpi" anche qua in Europa. Magari, com'è successo in Paraguay, mascherati da qualche cos'altro e come è già successo in Italia con il Governo dei Non Eletti. La Monsanto e altre multinazionali agroalimentari sono dietro chi ha orchestrato il Golpe in Paraguay, qua i banchieri sono i burattinai di una sempre maggiore pressione repressiva dello Stato/Capitale, che però non riesce che ad esasperare ulteriormente gli animi del popolo che quindi, a un certo punto, dovrà essere sottomesso con la forza. O abbiattiamo il capitalismo o il capitalismo abbatterà noi, è solo questione di tempo, di un tempo sempre più esiguo.

20120615

CONSIDERAZIONI A CALDO SUL TERREMOTO ANTI-ANARCHICO CON EPICENTRO LA PROCURA DI PERUGIA


Comunicato COBAS TERNI:

La prima notizia che dobbiamo dare, dato che il Comitato 23 Ottobre nasce nel 2007 come gruppo di solidarietà con le vittime dell’ “Operazione Brushwood” – la dobbiamo ai tanti che ci stanno scrivendo, telefonando, che sono venuti persino a casa a sincerarsi – è che nessuno dei 4 giovani spoletini ancora sotto processo per l’indagine cominciata con il blitz dell’ottobre 2007 si trova fra gli arrestati,né fra gli indagati a piede libero, né fra le decine di perquisiti. Questa notte/mattina c’è infatti stata un’ondata di arresti di anarchici, ancora una volta diretta dal pm di Perugia Manuela Comodi e dal capo dei ROS Ganzer. Gli arrestati sarebbero 10, ci sarebbero in tutto 24 indagati e 40 perquisizioni. Un’operazione con carattere internazionale, con 6 indagati in Grecia, 2 arresti rispettivamente in Svizzera e Germania.
Non sappiamo ancora quali saranno le reazioni delle vittime di questa ennesima ondata repressiva, non entriamo quindi nel merito per non danneggiarli. Ci limitiamo ad osservare alcuni elementi che non vanno certo nella direzione degli inquirenti.
In primo luogo i protagonisti nel blitz. Manuela Comodi è lo stesso pm che nel 2007 ha ordinato l’arresto di 5 giovani spoletini. Condannati senza prove e con mille contraddizioni (siamo in attesa del processo di appello) a pene molto inferiori (da 1 a 3 anni, contro richieste di 9) e in un quadro accusatorio decisamente ridotto rispetto alle accuse. Manuela Comodi è anche il pm che ha arrestato due anarchici a Orvieto e Perugia nel 2009, poi scarcerati dalla Cassazione, smentendo il teorema del magistrato. Oggi è tornata alla carica e fra gli arrestati ci sarebbero anche quei due giovani, ancora una volta perseguiti. Manuela Comodi è anche il magistrato clamorosamente uscito sconfitto nel cosiddetto “processo Meredith” e finito nell’occhio del ciclone per le spese pazze e le consulenze inutili della Procura di Perugia. L’altro protagonista è il Generale dei ROS, Giampaolo Ganzer. Condannato a 14 anni per spaccio internazionale di stupefacenti e prescritto, per scadenza termini, per traffico internazionale di armi, secondo l’accusa "119 kalashnikov, 2 lanciamissili, 4 missili e munizioni". Quando un’operazione giudiziaria porta la firma di personaggi dal profilo più che discusso, la credibilità già in partenza è segnata da un enorme punto interrogativo.  
In secondo luogo, notiamo la similitudine con il modo di procedere della stampa “amica” (dei ROS, ovviamente). Alcune settimane fa la pagina locale del Messaggero e della Nazione annunciavano “piste umbre” per l’agguato ad Adinolfi. Il Messaggero si spingeva addirittura a mettere i nomi, alcuni dei quali poi finiti fra gli arrestati. Le veline sono pubblicate da Italo Carmignani. Puntualmente arriva il blitz. La stampa scrive: “sono gli stessi dell’agguato ad Adinolfi”. Ma nelle carte l’attentato di Genova non è nemmeno nominato. Francamente ci sembra un film già visto. Anche nel 2007 i giornali scrissero “gli stessi delle bombe a Prodi”, ma non c’entrava nulla. Le stesse veline, gli stessi giornalisti, gli stessi giornali … finirà anche questa volta a tarallucci e vino? La credibilità di questa  stampa ha ormai lo stesso credito di quella degli inquirenti. Cioè quasi nullo.
Il terzo elemento lo traiamo dalle accuse. Ancora una volta viene contestato l’articolo 270 bis, ovvero l’associazione sovversiva. Un reato inventato dal ministro fascista Rocco negli anni ’30 e che ancora non è stato abolito. Bisogna fare una battaglia di civiltà contro i reati associativi. Non a caso paesi come la Francia, non certo in mano ai comunisti né tanto meno agli anarchici, ancora si rifiutano di estradare gli indagati di reati associativi. Il reato associativo punisce le idee, prevede incrementi di pena non per il reato in sé ma per la sua natura politica. E’ un rimasuglio della giurisdizione fascista che va superato. In un periodo di sociopatico giustizialismo, anche a sinistra, la battaglia contro il 270 bis è coraggiosamente contro corrente.
In attesa di saperne di più, facciamo notare che degli 8 arrestati in Italia, ben 4 sono umbri o comunque sono stati anni nella regione. E’ ora che questa regione si liberi di ogni atto di forza, anche e soprattutto se viene da chi lo fa in nome della sicurezza. Non vogliamo più vedere volare all’alba gli elicotteri dei Carabinieri sopra la testa e vedere uomini armati nelle strade.
Facciamo appello alle forze di movimento della regione per dire basta alla repressione, l’Umbria non è terra per le azioni militari dei ROS.
La crisi ha prodotto reazioni di ogni tipo, proteste di piazza, danneggiamenti contro chi è stato ritenuto responsabile dell’impoverimento, suicidi e perfino sequestri di persona. La caccia all’anarchico è solo un palliativo, servirà forse a rinverdire l’immagine di Ganzer e Commodi, ma non potrà nascondere le reazioni di chi è disperato o ha deciso di dire basta.

COMITATO 23 OTTOBRE – 13/06/2012

Chi è Giampaolo Ganzer (tutto quello che i media di regime non ti dicono)


fonte: http://www.controappuntoblog.org/

Il 13 giugno del 1994, il brigatiere Giuseppe Incorvaia, andò a trovare il figlio Salvatore, anche lui carabiniere di Vimercate. Costui aveva 24 anni, sposato e con un figlio di appena venti mesi. Era inquieto e dopo tante insistenze gli disse a Giuseppe : "Papà, ormai sei fuori dall’Arma… E’ meglio che tu non sappia”. Aggiunse poi che si trattava di una storia in cui entravano pezzi grossi al di sopra di ogni sospetto e che di mezzo c’era un maresciallo. La storia non finì lì purtroppo.
Due giorni dopo, la mattina del 15 giugn, Salvatore chiese a suo padre di accompagnarlo dal comandante della compagnia, a Monza. Finalmente si era deciso a raccontare tutto. In più avrebbe chiesto un trasferimento, voleva lasciare Vimercate ed essere manadato a Genova. Ma il comandante non si fece trovare. Salvatore così facendo firmò la sua condanna, condanna che venne eseguita quella notte stessa.
Fu ritrovato sul ciglio di una strada, con un colpo alla tempia esploso dalla sua pistola di ordinanza. Suicidio. Ma alquanto strano perché l’auto presentava il vetro dello sportello frantumato all'interno della vettura, come se il proiettile corresse in direzione opposta. Due suoi colleghi, Salvatore Corbo e Sebastiano D’Immé, dopo qualche tempo avrebbero rivelato al padre che non si tratto di suicidio, ma di un omicidio vero e proprio. Ma non poterono essere di grande aiuto perché qualche tempo dopo entrambi morirono in circostanze strane.
Secondo il padre, per sapere la verità sulla morte del figlio, bisognerebbe andare a spulciare le carte dei ROS.
Un esponente della malavita, Biagio Rotondo, detto «Il Rosso» racconta al pm Salomone che nel 1991 due carabinieri del Ros lo avvicinarono in carcere e gli proposero di diventare un confidente nel campo della droga. In realtà, secondo l’accusa, questi confidenti venivano utilizzati come agenti provocatori, come spacciatori, come tramiti con le organizzazioni dei trafficanti. «Il Ros – scrivono i giudici nel rinvio a giudizio – instaura contatti diretti e indiretti con rappresentanti di organizzazioni criminali sudamericane e mediorientali dedite al traffico di stupefacenti senza procedere né alla loro identificazione né alla loro denuncia, ordina quantitativi di stupefacente da inviare in Italia con mercantili o per via aerea, versando il corrispettivo con modalità non documentate e utilizzando anche denaro ricavato dalla vendita in Italia dello stupefacente importato. Denaro di cui viene omesso il sequestro».
Il pentito Biagio Rotondo venne arrestato dagli stessi ROS che aveva denunciato e nel 2007, nel carcere di Lucca, fu ritrovato morto suicidato.

Nel 2008 in Umbria ci fu una vasta operazione denominata Bruswood che portò all’arresto di cinque ragazzi anarchici per terrorismo. Si inventarono pure la sigla: COOP-FAI, l’acronimo sta per Contro Ogni Ordine Pubblico-Federazione Anarchica Informale.
In Umbria c’è una grossa infiltrazione della ‘ndrangheta e della massoneria (che delle volte coincidono) e il riciclaggio avviene principalmente tramite il cemento. A Spoleto c’era un grande fermento contro l’eco mostro che stavano costruendo. Grazie a questa operazione si riuscì a ristabilire la “normalità”.
Sempre in Umbria e sempre nel 2008, un’altra operazione riuscì a far emergere gli affari della ‘ndrangheta e colletti bianchi ma anche di questa non se ne sa più niente.
 La ‘ndrangheta in realtà non è stata smantellata ma si è rafforzata sempre più. Di nuovo nel 2008 e sempre a Perugia stroncarono la celebre Banda degli ex Pentiti dove tra l’altro c’erano collusi personaggi che ritroviamo nell’Inchiesta Premium, inchiesta che portò alla morte di Niki Aprile Gatti. In questo caso si appura che il capo Salvatore Menzo, nonostante i gravi capi d’accusa, tra cui omicido, è ancora agli arresti domiciliari.

Ebbene in tutte queste storie c’entrano i ROS capitanati da Giampaolo Ganzer, condannato lunedi 12 luglio 2010, a 14 anni di carcere per traffico di droga. Secondo il tribunale di Milano, il generale Ganzer e 13 altri alti ufficiali dei Carabinieri, hanno organizzato un vasto traffico di droga e armi per il loro arricchimento personale.

Sono recentemente uscite fuori le motivazioni e si parla esplicitamente di una mente pericolosissima e capace di commettere anche gravissimi reati per raggiungere gli obiettivi ai quali è spinto dalla sua smisurata ambizione. Riuscì a progettare operazioni farsa arrestando i pesci piccoli e dando forza a quelli grandi, di alto livello. In pratica erano operazioni che accrescevano la sua fama, oltre al denaro, e nello stesso tempo rafforzavano i boss.
Resta con la prescrizione una zona d’ombra anche per un carico arrivato dal Libano di 4 bazooka,119 kalasnikov, 2 lanciamissili, in quel caldissimo 1993 italiano. Secondo l’originario capo d’accusa i Ros avrebbero venduto le armi alla cosca dei Macrì-Colautti.

Ganzer ovviamente aveva tanti complici, anche pezzi della Magistratura. E forse non solo, visto i contatti con i servizi segreti. Inevitabili per il lavoro, certamente. Ma quando si scopre che Maniero, il boss della mala del Brenta, risultava nel suo libro paga e che a sua volta aveva contatti con i servizi, beh la logica fa pensare che l’appoggio potrebbe essergli venuto dall’alto per fare questi illeciti gravissimi.
Nonostante questo capo d’amputazione, Ganzer rimane al suo posto e sta gestendo anche inchieste importanti come i fondi neri a Finmeccanica, i ricatti a Marrazzo, la P3, l’asse calabro-lombarda delle ‘ndrine e gli affari della Camorra. Da notare che anche nell’inchiesta sull’asse calabro-lombarda c’è di mezzo uno strano suicidio, quello del dirigente dell’ospedale San Paolo di Milano.

E a questo punto, Ganzer gestiva anche l’Inchiesta Premium visto che opera anche a Firenze? Sarebbe interessante scoprirlo.

fonte: http://www.controappuntoblog.org/

20120613

Operazione Ardire



Oggi maxi-operazione contro "i terroristi" anarchici , titoli roboanti, servizi che ricostruiscono la storia del terrorismo anarchico degli ultimi 20 anni(???) e narrano il mito di un'organizzazione internazionale che va dal Cile alla Russia, dall'Indonesia al Messico... manco Al-Qaeda nei tempi migliori. E ancora articoli che pubblicano non solo nomi e cognomi, ma perfino città, via e numero civico di residenza dei compagni arrestati. Sarà che essendo anarchici rifiutiamo la "giustizia" borghese e quindi noi il diritto alla privacy non ce lo meritiamo. Ma vera giustizia sarebbe pubblicare pure l'indirizzo esatto di residenza del giornalista che rivela tali informazioni...
Comunque siamo certi che se le accuse sono queste: "L'anarco-insurrezionalista arrestato a Genova è accusato di far parte di una associazione eversiva con finalità terroristiche attraverso scritti, documenti e comunicati pubblicati su blog in internet...” presto chiunque esprime il suo pensiero libertario in rete rischierà di essere un eversivo terrorista.
Allora è vero! Un nuovo spauracchio sta nascendo. Un “internazionale del terrore è stata sgominata” ha dichiarato l'integerrimo Generale Ganzer (Generale dei ROS, condannato a 14 anni per spaccio di stupefacenti, è pure stato prescritto per traffico di armi, "119 kalashnikov, 2 lanciamissili, 4 missili e munizioni" secondo l'accusa).
Sta venendo cagata sta panzana dai media di regime e dai servizi dei vari stati per poter attaccare la partecipazione diretta che nasce dalla rete. Ci si inventa un contenitore di terroristi, “anarchico”, di cellule tra loro slegate e che possono colpire autonomamente in ogni dove. Così da avere al momento opportuno mano libera per arrestare chicchessia ovunque... e anche mano libera nel poter mettere le bombe e ammazzare la gente avendo a chi attribuire le orribili stragi, per poter quindi scatenare “la risposta dello stato”. La dinamica ormai la conosciamo a memoria. Ricordiamo gli articoli su Valpreda e gli altri anarchici dopo piazza Fontana...
Il terreno per lo stragismo di stato è in preparazione, pur di arrestare la caduta del capitalismo, gli uomini dello stato ricominceranno ad ammazzare indiscriminatamente innocenti e ad attribuirne la colpa ai malvagissimi anarchici?

Un compagno che stanotte, nell'ambito della stessa operazione, è stato disturbato dalla perquisa degli sbirri, ha scritto su anarchaos.org queste considerazioni, ve le riproponiamo:
  
"Nel contesto di una maxi-operazione ("Operazione Ardire"… ma che nome del cazzo è?) contro anarchici ed incendiari della pace sociale, alle 4.00 della notte tra il 12 ed il 13 giugno, subisco una perquisizione domiciliare da parte dei ROS di Perugia e di Bologna, oltre ad un paio di carabinieri locali (anche se con esito negativo, a differenza dell'ultima). Cercavano le stesse cose dell'altra volta: computer, materiale esplodente, ecc.
Questa volta, però, con una simpatica sorpresa: i signori in divisa, per ordine dell'ormai nota suor M. Comodi, mi informano del fatto che è stata aperta un'indagine nei miei confronti, per il solito articolo 270bis. Voglio comunque chiarire che, sebbene mi sia stato assegnato al momento un avvocato d'ufficio, revocherò ogni difesa legale, poiché nego il diritto e non riconosco nessuna autorità, giudiziaria o meno.
In ogni caso, una classica retata in grande stile, per la quale, tra l'altro, sono in custodia cautelare una decina di anarchici e sono sotto indagine più di una ventina di persone, tra cui anche alcuni/e compagni/e della CCF, ma è ancora presto per avere un quadro generale della situazione.
Che dire? Sarebbe ripetitivo sottolineare che, nonostante tutti gli anni di galera sotto i quali possono seppellirci, l'incendio che portiamo dentro è ormai inarrestabile.
Esso si espande, fiero, ed incontra le fiamme degli affini di ogni dove, coloro che, in un mondo come questo, accettano un'unica posizione: quella dell'attacco.
Questi straordinari compagni, il cui odio brucia come mille soli che splendono nel cielo, sono gli amici ed i fratelli con cui condividiamo rabbia e dolore, lacrime e sorrisi, dubbi e passioni che pesano come macigni e fischiano come piombo; sono coloro che minacciano la società, le sue leggi ed i suoi difensori con la loro stessa esistenza; sono quei ribelli indomiti che illuminano le notti e dipingono le città coi colori della distruzione e della rivolta.
Anche da dietro le sbarre delle carceri o all'interno dei tribunali, i loro sguardi, le loro parole ed i loro pensieri sono armi pericolose e si fanno lime affilate per l'evasione, benché giudici e PM tentino di soffocare in loro qualsiasi barlume di potenza individuale.
Ma questi scarti umani non possono fermare la furia iconoclasta che si sta diffondendo come un virus.
Noi siamo l'infezione… e non c'è nessuna cura. Né per i "padroni", né per i "servi".
Il caos è alle porte…

Tomo, 13 giugno, dal mio Nulla."



20120526

Attentato MAFIOSO a Brindisi. Lo stato non ci sta.



Se hai dubbi su ciò che ti avviene attorno, se non capisci, se ti chiedi chi può essere stato, per esempio, a mettere una bomba in una scuola di provincia… se veramente hai a cuore la vita di ragazzine innocenti e vuoi sapere cos’è successo, senza aver bisogno di fare il grande investigatore, basterebbe tenere un orecchio drizzato alle dichiarazioni del potere. Da una parte un attentato palesemente mafioso, che tutti gli elementi rendono inconfondibilmente un attentato di mafia (il nome della scuola, il giorno dell’attentato, il passaggio della “carovana della legalità”, la scelta dell’obbiettivo stesso) . Dall’altra un potere che usa i media da anni per tessere un nuovo terrorismo, il terrorismo anarco-insurrezionalista, e che si trova all’improvviso con un’ attentato inaspettato. Non preparato in seno allo stato.
La prima cosa che salta agli occhi è che si neghi, fin da subito, che sia un attentato di mafia. Quando invece di solito siamo abituati a facili attribuzioni pur di dare un colpevole in pasto all’opinione pubblica. Stavolta no, il colpevole più “papabile” viene immediatamente scartato dallo stesso ministro degli interni! Per iniziare tra l'altro un balletto di attribuzioni alquanto vago e raffazzonato, nulla “utile” in chiave di credibilità delle forze investigative. Se questo era già sospetto di per sé, le interviste e dichiarazioni che si sono susseguite la settimana dopo l’attentato di Brindisi da parte dei maggiori rappresentati dello stato/capitale diventano una prova. Sia Monti che Napolitano che Manganelli si sono scomodati a dire e ribadire, che il vero pericolo è l’anarco-insurrezionalismo della FAI! Ma dai! Sventrano delle adolescenti innocenti e questi parlano solo delle ridicole rivendicazioni "anarchiche"?
Pare evidente dalla “strategia mediatica” successiva che lo stato è rimasto spiazzato da un attentato che da una parte era impossibile attribuire alla FAI, per ovvi motivi, e che per cruenza ed efferatezza rendeva lo sparare ad un polpaccio di uno sfigato una cosa ridicola in confronto. Quindi lo stato che tanto si preoccupava di creare lo spauracchio FAI si trova con una bomba che manda all’aria tutti i suoi piani, e rimette sul piatto una lotta che il capitale in realtà non hai mai voluto sostenere realmente, e cioè quella contro “l’anti-stato”. 
La storia ci insegna che lo stato tratta con l'anti-stato di continuo, e che gli ingenui che hanno creduto di poter contrastare il potere mafioso dalla parte dello stato "buono", sono stati traditi, ammazzati e poi ipocritamente santificati. La mafia, come ben sappiamo, è l’altra faccia della medaglia dello stato capitalista, la faccia utile a fare il lavoro sporco. Ora che il capitale è in crisi non c’è nessun interesse ha inscenare una lotta contro le cosche mafiose, ormai sempre più palesemente organiche al sistema appunto, e che nulla sposterebbe nel contrasto alla caduta del capitale, anzi ne avvicinerebbe il crollo. E quindi abbiamo visto un rapido e maldestro allontanamento dall’idea che sia stata una cosca mafiosa e un ancor più rapido e grottesco ritorno allo spauracchio anarchico. 
Se la mafia si è resa responsabile di un attentato del genere, lo ha fatto strategicamente e nel miglior momento, ed evidentemente ha subito avuto garanzie che il motivo per il quale ha voluto mandare un messaggio così forte è stato recepito e che lo stato ha dato garanzie in tal senso… per il bene di tutti i loro interessi.

20120514

Terrorismo rossonero



Il 23 marzo del 1921 l'attentato perpetrato da anarchici al Teatro Diana di Milano spianò la strada a Mussolini e aprì le porte al ventennio fascista. Il 12 dicembre del 1969 un attentato anarchico in Piazza Fontana diede inizio alla strategia della tensione eseguita dallo stato italiano per favorire gli interessi dell'impero nella penisola. Ora gli anarchici riaprono la stagione delle pistole e del terrorismo. E quando avviene tutto ciò? Avviene nel momento, tanto per cambiare, in cui il capitale è alla frutta, i partiti borghesi vacillano e il popolo sta iniziando a dire basta ai soprusi dello stato, attraverso sempre più numerosi atti di giustizia individuale. I sospetti sono tanti, rafforzati dall'atteggiamento tipico dei giornalisti di regime che sostengono acriticamente la versione del Governo dei non-eletti. Da anni i servizi segreti tessono attraverso i media la trama degli Anarco-Insurrezionalisti, per poter, un giorno, farne uso. E quel giorno è arrivato. FAI, Federazione Anarchica Informale, è un acronimo di cui chiunque può fare uso. Un comodissimo calderone dove tutto può succedere e nulla si può dimostrare, né smentire. Uno spauracchio ineccepibile. Non c'è nessuna organizzazione da colpire. Tutto e niente, solo una serie di comunicati e di azioni senza legame. Nella rivendicazione dell'attentato salta agli occhi la contraddizione di chi dice di non cercare facile consenso attacando Equitalia e poi manda un comunicato al Corriere della Pera per dare risonanza alle proprie azioni, con annesso simbolo emulabile...Sparare alle gambe di un tipo, mandare un comunicato via posta a un quotidiano nazionale e utilizzare un simbolo specifico, ricordano molto la metodologia delle BR, non a caso, ma poco hanno a che fare con i metodi di lotta libertari. Un attentato anarchico fu quello di Gaetano Bresci, nessuna rivendicazione, nessuna sceneggiata, ammazzò il re, non c'era altro da dire. E l'aspra critica all'anarch-ismo ideologico e cinico? Come se in Italia non ci fossero terreni di lotta altri, anche di scontro fisico, dove poter mettere in atto le proprie Azioni Dirette, che le pistolettate ai polpacci degli amministratori delegati. Compagni che lottano per la difesa della propria terra e del proprio habitat, insegnanti che perpetrano il proprio sapere libertario, propagatori di vita anti-autoritaria e innumerevoli azioni dirette quotidiane e pazienti nelle piccole realtà... sul territorio. Sarebbero questi coloro che "rafforzano la democrazia"? ...ma per poter polemizzare approfonditamente sui contenuti del comunicato attribuito alla FAI dovremmo almeno avere la certezza che sia stato scritto da anarchici veri e non redatto nelle oscure stanze del potere.


20120503

Vieni coglione, vieni!



Solo poche settimane fa ci hanno tirati scemi per una settimana con un video manipolato dove si vedeva un ragazzo in Val di Susa che parlava tranquillamente a un poliziotto antisommossa e lo chiamava pecorella...
Ovviamente l'informazione di regime non punterà mai i suoi riflettori su un suo sgherro, un codardo bardato e armato di tutto punto e coperto da altri scagnozzi che urla in mezzo a manifestanti pacifici, mentre cerca di malmenare: "Vieni coglione, vieni!" (dal 30' del video postato).
Ma coglione a chi? Ma stronzi non avete capito che servire lo società, essere poliziotti, significa essere dei cittadini armati a difesa di altri cittadini? E non dei cittadini liberi di violentare le persone nella più assoluta impunità? E neanche sgherri dei potenti a servizio del capitale?
Arruolarsi non vuol dire nascondere tutte le proprie frustrazioni e complessi dietro a una maschera e una divisa. Se siete dei complessati suicidatevi. Servire la collettività è una responsabilità enorme, che non può essere delegata a degli ignoranti esaltati buttafuori da discoteca. Fino a qualche decennio fa un manipolo di stronzi così dentro una manifestazione del 1 maggio non avrebbe neanche avuto il coraggio di entrare. Onore ai pochi compagni che si sono opposti a tale affronto.
Io mi chiedo sempre se un sub-umano come questo con la barba che si vede nel video, senza la sua bardatura da Robocop, e da solo, farebbe lo stesso. Noi non ci spaventiamo davanti a 1000 di loro e li abbiamo affrontati cento volte schieramenti di questo tipo, anche prendendole, anche facendoci rompere le ossa e spaccare le teste, ma lui da solo cosa farebbe? Mi piacerebbe un giorno vedermela a tu per tu e ad armi pari con uno di questi frustrati. Che tra l'altro ti urlano codardo quando corrono verso di te in 400 armti di tutto punto...
Ma non penso che accetterebbe il confronto, se sei abituato a vincere facile, quanto la contesa diventa alla pari e devi confrontarti con il dolore fisico da solo e senza armi, finisce che ti caghi sotto...
CODARDI, SE AVETE LE PALLE CHE OSTENTATE DIETRO I VOSTRI CASCHI/SCUDI/MANGANELLI/LACRIMOGENI/PISTOLE/MANETTE/CAMIONETTE/CARRARMATI E QUANT'ALTRO, DIMOSTRATELO! Se no continuerete ad essere solo delle donnette delle pulizie, anonimi quaquaraquà che fanno delle vite da frustrati e che si sentono dei leoni solo in mezzo al loro branco bardato. Io onestamente non ne sarei orgoglioso... ma in effetti io non farei mai il poliziotto...

P.S.: Aneddottico che tutto ciò sia successo perché Fassino doveva camminare in mezzo al corteo. E ormai lo può fare solo se scortato... Politici che non hanno il coraggio di camminare da soli in mezzo alla gente che rappresentano... mmmhh chi non ha capito un cazzo Fassino, eh? EH?


20120419

Un passo avanti per la campagna “Benvenuti in Palestina”


Israele è tanto potente da aver la forza di dettare legge ai governi e alle stesse compagnie aeree le quali, ricattate da una minaccia, probabilmente illegittima, di sanzioni, hanno scelto di chinare la testa al diktat di Netanyahu e di violare i diritti dei propri utenti: le compagnie aeree hanno negato l’imbarco a cittadini incensurati e pacifici, ma sgraditi a Israele perché capaci di dichiarare a voce alta che la loro meta è la Palestina.
In questo modo le compagnie aeree - contro le quali si stanno preparando azioni legali - hanno accidentalmente comunicato al mondo che Israele ASSEDIA anche la Cisgiordania, circondandola e stabilendo a suo arbitrio chi passa e chi no, a seconda che si umili dicendo penose bugie che finiscono per avallarne l’illegalità e chi invece ha detto BASTA BUGIE, vado in Palestina perché è mio diritto.
In tutto quel che è successo negli aeroporti c’è, però, qualcosa di particolarmente inquietante e cioè: “chi ha fornito a Israele i nomi dei numerosi pacifisti incensurati che avevano intenzione di arrivare a Tel Aviv dichiarando la loro “pericolosa” intenzione di recarsi in Palestina per aiutare a costruire una scuola?”. Cercheremo di capirlo e di denunciarlo attraverso un’azione legale, ma è chiaro che siamo spiati da uno Stato che non rispetta decine di Risoluzioni ONU, che uccide senza processo quelli che ritiene suoi nemici, che detiene un numero impressionante di testate nucleari, che usa armi proibite in guerre proibite, tutto nella più totale impunità.
Noi siamo sicuri che l’azione del 15 aprile ha aperto una breccia, seguendo la via di precedenti azioni non violente che ne hanno disegnato il percorso. La scelta del 15 aprile non è stata casuale, voleva essere la dimostrazione che c’è un gran numero di combattenti per i diritti umani che ha raccolto il testimone lasciato da Vittorio Arrigoni e che non si fermerà davanti alla violenza e all’arbitrio israeliani, lo dimostra il fatto che le poche decine di attivisti riusciti a passare e ingiustamente imprigionati non hanno chinato la testa e hanno iniziato lo sciopero della fame contro la detenzione illegittima. Dobbiamo sostenerli! Così come dobbiamo sostenere gli attivisti israeliani arrestati perché colpevoli di contestare l’assedio, l’occupazione e la politica di apartheid del loro governo.
Della delegazione italiana, composta di 15 attivisti, 8 sono stati bloccati negli aeroporti, e tra questi la sottoscritta, colpevole, forse, di presiedere un’associazione umanitaria che si occupa di tutelare l’infanzia ferita o resa orfana dall’esercito israeliano, ed altri 3 iscritti alla stessa associazione. Gli altri 4, bloccati forse perché “colpevoli” di aver manifestato contro la guerra e a favore dei diritti umani ovunque vengano violati. Degli altri 7 riusciti ad arrivare a Tel Aviv, 5 sono stati posti in detenzione appena pronunciata la pericolosissima frase “VADO A BETLEMME, IN PALESTINA”e costretti all’espatrio con minacce di diversa natura. Due sono giunti a Betlemme, di questi una probabilmente perché molto anziana e quando ha pronunciato la fatidica frase non l’hanno capita nel suo significato “sovversivo”, e l’altro per aver derogato alla decisione comune per non lasciare senza testimonianze dirette la missione. Quindi, nonostante le strette maglie dell’illegale sistema israeliano, la missione segna un successo. Sicuramente parziale, ma significativo per andare avanti.
Il prossimo passo si gioca in ambito legale ma, comunque vada, Benvenuti in Palestina proseguirà finché ce ne sarà necessità. E il governo israeliano seguiterà a sprofondare nel ridicolo e a far vergognare quei pochi suoi cittadini consapevolmente democratici, per l’immagine che offre al mondo. Un’immagine che oscilla tra quella di uno stato colpevole di crimini contro l’umanità e quella di uno stato che ha paura perfino di chi arriva cantando, coi bambini in spalla, armato del desiderio di costruire una scuola…in Palestina!
E’ solo questione di tempo, ma se non vogliamo che il tempo sia troppo lungo, abbiamo bisogno del sostegno di tutti, istituzioni e società civile, per fermare l’illegalità e l’arbitrio israeliano e arrivare a una pace giusta in Medio Oriente.
Patrizia Cecconi – coordinamento Benvenuti in Palestina 2012

20120417

Vamos todos a Argentina!!!



Ogni tanto le buone notizie ci sono!
La Kirchner ha appena espropriato la multinazionale spagnola Repsol e ha restituito il petrolio argentino agli argentini. Se un paese che potrebbe essere energeticamente autosufficiente deve importare energia perché delle aziende private e straniere la sfruttano per l'arricchimento di pochi buzzurri, un governo che rappresenta i cittadini dovrebbe agire nell'interesse degli stessi. E così è stato fatto. E vedrete che quasta volta il capitale la prende in culo e poco potrà fare. LatinoAmerica è l'unica speranza per il mondo. Trasferiamoci in masssa!!

P.S.: L'unica via per uscire dalla "crisi" è tagliare fuori il FMI e La Banca Mondiale, come fece Kirchner nel 2001 e come sta facendo sua moglie oggi. Prendiamo esempio, cacciamo i capitalisti ladri!

20120324

Viva l'FBI e i diritti d'autore!


Sono bastati meno di due mesi perché la rete si riprendesse dalla chiusura di megavideo e megaupload. Ci sono ancora diversi archivi da rimpolpare ma la gran parte di ciò che fu è di nuovo!
Se poi conoscete l'inglese, lo spagnolo o il cinese le possibilità di scarico sono pressoché inalterate.
La rete non si ferma, le vostre intimidazioni ci fanno un baffo.
Alè, eccovi un aggiornamento dei siti più in voga per l'up/download e lo streaming:
- per lo streaming: putlocker.com, VK.com, allmyvideos.net, vidhog.com, filebox.com...
- per lo scarico: bitshare, wupload, oron, fileserve, depositfiles, letitbit, uploaded...

20120319

Un mese dopo la Rivoluzione


Le organizzazioni della classe operaia si sono installate nei palazzi di uffici e nelle ville dei ricchi. I conventi, purgati dai parassiti, servono come scuole pubbliche; in un monastero si è messa addirittura al lavoro una nuova università. Ristoranti popolari messi su da contadini, sono a disposizione della milizia e degli operai organizzati. Presso i commercianti che speculano al rialzo, i generi di prima necessità vengono requisiti e distribuiti. Ma il mutamento maggiore riguarda la sfera produttiva. Molti imprenditori, tecnici, direttori, proprietari e amministratori sono fuggiti. Altri sono stati catturati e rinviati a giudizio dai lavoratori. I sindacati stimano che la metà degli imprenditori siano scappati; il 40% siano stati “allontanati dalla sfera sociale”; il restante 10% si è dichiarato disposto a continuare a lavorare nelle nuove circostanze al servizio degli operai. I consigli e i comitati operai controllano le imprese, requisiscono ditte e società un tempo di proprietà privata. I principali mezzi di produzione vengono rilevati dai sindacati, dalle cooperative agricole, dalle amministrazioni cittadine. Solo le piccole imprese, nel settore dei beni di consumo, restano in mani private. Sono state socializzate anche le società dei trasporti e le ferrovie, le compagnie petrolifere, le officine di montaggio della Fiat, gli impianti portuali, le centrali elettriche, i grandi magazzini, i teatri e i cinema, le fabbriche metallurgiche, che hanno importanza per gli armamenti, le società di esportazione di prodotti alimentari, le grandi cantine. La forma giuridica dell'acquisizione è stata diversa di caso in caso. Le imprese sono divenute in parte proprietà comune, in altri casi è stato concluso un accordo con il precedente proprietario, in altri ancora costui è stato semplicemente espropriato. Le ditte straniere sono state statalizzate, i trust smembrati. In ogni caso i lavoratori stessi hanno assunto la direzione della società, attraverso un comitato di controllo nel quale sono rappresentati i due grandi sindacati, quello anarchico e quello socialista. Inoltre sono stati preparati piani per l'aumento della produttività, sono stati realizzati impianti sanitari e scuole nelle imprese, e la vendita della produzione è stata regolata in accordo con i sindacati...

P.S.: E pensare che questo non è un auspicio ma un testo copiato paro paro(a parte la Ford che qui è diventata Fiat), scritto da un testimone diretto, Henri Rabasseire, che narra la Barcellona post-rivoluzionaria nel 1936. E ora un pò di magnifica storia rivoluzionaria:

20120314

Movimento Popolare di Liberazione



Ci si inizia ad unire ed organizzare. Pochi giorni fa a Chianciano c'è stata l'assemblea costitutiva del MPL. Se ancora non sapete dell'esistenza di questo movimento o non siete riusciti a partecipare all'assemblea, allora nel blog Sollevazione sono presenti le riprese di tutte le discussioni e gli interventi di questo fine settimana. NoTav, pastori sardi, forconi siciliani, precari, anticapitalisti e socialisti si sono incontrati per discutere una strategia di lotta comune. Per saldarsi insieme e dare forza alle lotte di ognuno in prospettiva di una grande sollevazione popolare. Questa è l'unica via, lontano dai partiti e da ogni autoritarismo (perché ci auguriamo vivamente che gli autoritaristi non inizino a prevaricare la cosa e si lasci spontaneità alle forme di lotta...).
E si inizia con uno sciopero generale ad oltranza, dell'agricoltura per esempio... sai che panico i borghesi quando nei loro supermercati di città non trovano i pomodorini cherry per un intera settimana? AAAAAAHRRRRGGGGHHHH!!!
Altro che talk-show anti-regime! Servizio-Pubblico, queste sono le persone che dovrebbero parlare esaustivamente in studio e non Bel Pietro, la Santanchè o Cazzarini... se veramente non si è, in fondo e subdolamente, dalla parte del regime...

20120229

RadioBlackOut dà voce alla Val di Susa!


La propaganda di regime sulla TAV è disgustosa. I vari conduttorini asserviti ai politici che fanno tg e talk show cercando di diluire la rabbia della popolazione davanti all'ingiustizia suprema dell'esproprio della terra da parte del capitale non hanno nessuna efficacia. I programmi e gli articoli di giornale paiono goffi e poco credibili. Si vede lontano un miglio che viene sostenuta una tesi insostenibile. La lotta in Val di Susa è una lotta inattaccabile. Moralmente ineceppibile. Se la suonano e se la cantano. Ma il popolo sa. Ed è stufo. Molto stufo.
Se volete sentire le voci della valle e della Resistenza a questa dittatura economica e militare, allora non avete altro canale che RADIOBLACKOUT.
In diretta tutto il giorno la radio libertaria vi darà conto di ciò che sta succedendo in valle, senza dover stare a sentire nessun servo del cazzo e le sue troiate di regime...
Buon ascolto

20120226

Ricordiamoci questa faccia!


Ieri, sabato 25 febbraio in Val di Susa c'è stata una grande manifestazione pacifica contro la grande opera inutile del TAV. Centomila cittadini venuti da tutta l'Italia, di diverse affinità politiche, si sono uniti ai cittadini piemontesi che da anni lottano contro la devastazione del proprio territorio.
Siccome quotidiani e telegiornali titolavano "manifestazione pacifica" le forze del disordine hanno pensato bene di provare ad invertire il senso della giornata... Così nella stazione di Torino sono spuntati i soliti sassi contro la polizia, sebbene sia un pò difficile trovare sassi in una stazione ferroviaria... Secondo la versione della Questura di Torino - naturalmente ripresa acriticamente da La Repubblica e dalle agenzie di stampa - "i dimostranti - circa 300 - hanno lanciato pietre e petardi contro le forze dell'ordine".
Un ottima occasione per dare una punizione esemplare a tutti quei cittadini che si erano fatti centinaia di chilometri per solidarizzare con i NOTAV e stavano tornando a casa con il treno dopo la manifestazione in Val di Susa, molti di loro peraltro con il biglietto in mano. Sembra che dopo aver picchiato a sangue i manifestanti in attesa di partire, alcuni agenti siano addirittura saliti sul treno manganellando e strattonando alcuni passeggeri. Molti i manifestanti che sono rimasti feriti dalle manganellate, alcuni sono stati portati all'ospedale. Dopo le prime cariche, una specie di caccia all'uomo è continuata per parecchio tempo tra i binari e nei vari locali della Stazione di Porta Nuova. Alcuni dei manifestanti più anziani dicono che quanto è avvenuto a Torino ricorda la estrema violenza dei fatti di Genova nel 2001. E casualmente.... il dirigente della Polizia Ferroviaria di Torino è Spartaco Mortola, già capo della Digos di Genova durante la "macelleria messicana" del G8 nel 2001.

Movimento Cinque Stelle Roma

20120215

Il terzo passo

Il primo passo è stato immaginare un mondo diverso e un mondo diverso è possibile è diventato lo slogan dei così detti "No-Global", più propriamente, degli anti-capitalisti di fine millennio.
Dopo 15 anni di pratiche per dimostrare che le nostre idee erano affidabili e realizzabili, ora possiamo dire che anche il secondo passo è stato compiuto.
Abbiamo messo in pratica ciò che pensavamo, e abbiamo dimostrato empiricamente che ciò che ipotizzavamo è realizzabile. E giusto.
Ora bisogna levare il potere a quest'elite becera che ci sta precipitando verso l'Olocausto Globale.
Solo così potremmo fare il terzo definitivo passo, quello che ci porti alla realizzazione di un mondo che pensa al Bene Comune. Un mondo integrato a Pachamama. Con una concezione non prevaricatrice dell'esistenza. Siamo tanti e abbiamo gli strumenti, ma non abbiamo le armi. Ragioniamoci. Come levare il potere a questi complessati? Esistono modi non cruenti? Se no, dove le prendiamo le armi? Assaltiamo le caserme? Se sì, esistono questi metodi? Quali sono? Come metterli in atto?
Come prima si sia dovuto immaginarlo un mondo diverso per poi essere in grado di realizzarlo ora ci dobbiamo immaginare la rivoluzione, e la post rivoluzione, per poterla realizzare.

20120203

Lo stato si è estinto


Quello che cercano di tenere in piedi non si può più chiamare stato, è solo un accozzaglia di mezzi di comunicazione asserviti, di parlamentari corrotti e di enti allo sbando. Berlusconi in 15 anni di eversione ha dimostrato che cos'è in fondo la nostra democrazia. E ne ha fatto uno spezzatino. Ne ha mostrato tutti i limiti, le storture e soprattutto ne ha palesato il meccanismo di coercizione e repressione che ne è la base fondante. Ora vedere questi “tecnici” che si sforzano di apparire come uomini di uno stato forte e rigoroso non fa che venir da ridere. Sono grotteschi. Ma questa pantomima sta per finire. E alla fine, quando anche questi si paleseranno per quel che sono, allora torneranno i cazzari, vedrete che un Berlusca IV ci attende di nuovo in futuro!
Per evitare che tutto attorno avvenga senza che noi si possa fare niente per cambiare la nostra condizione di oppressi, dobbiamo unire le lotte. Riescono sempre a tenere le vertenze separate. Ma se finalmente studenti autotrasportatori pescatori pastori agricoltori precari operai dipendenti pubblici NoTav NoDalMolin NoVat ecc. lasceranno da parte invidie, interessi, lotte fratricide e si uniranno di nuovo in una lotta comune, e contemporanea, allora in una giornata li spazzeremo via.
La violenza di per sé è nemica della libertà, ma essa è una triste necessità nella fase negativa della distruzione delle forme oppressive.* Dobbiamo lottare contro questi sfruttatori. Per il bene della nostra società e di coloro che la vivranno in futuro, i nostri figli. O perire del tutto. Basterebbe impiccare i vari finti sindacalisti dei finti sindacati(createne di nuovi!) e indire autonomamente uno SCIOPERO GENERALE AD OLTRANZA serio. Assaltare in massa una decina di caserme in altrettante città... e questo stato in 2 giorni non esisterebbe più. Dobbiamo aspettare che ci portino alla fame, quella vera, prima di muoverci? O rinunciamo a qualche piccola comodità borghese subito e li prendiamo alla sprovvista?

* Errico Malatesta

20120126

Resistenza e repressione in Val di Susa. Una guerra civile.


Kropotkin diceva un secolo e mezzo fa quello che dice Latouche oggi.
Un movimento libertario di ispirazione Kropotkiana e Malatestiana è nato e si sta consolidando attorno alla difesa della Val di Susa.
La repressione e l'intimidazione contro i camaradas che stanno difendendo la loro terra dall'attacco del capitale è stata fin da subito spietata. La TAV si deve fare. La consapevolezza delle difficoltà di lottare contro i grandi capitalisti e la loro forza militare è stata subito percepita e il motto della lotta NoTAV coniato fin dall'inizio fu: “A SARÀ DÜRA!”.
È una guerra civile, ma l'ha dichiarata l'impero ancora una volta militarizzando un territorio. Questo movimento ha una forza enorme perché gode dell'appoggio di tutto il popolo. La difesa della propria terra è la priorità assoluta, istintiva, nessuna criminalizzazione mediatica potrà mai scalfire la purezza di questa lotta, l'estrema giustizia che rappresenta. Siamo dalla parte del giusto, sono i sedicenti padroni dello stato capitalista i colonizzatori assassini, devastatori, ladri che vogliono, ancora una volta, distruggere una terra, una cultura, un popolo per poter arricchirsi e utilizzare i capitali accumulati per cercare di nascondere i propri complessi e di soddisfare i più biechi istinti. Non cederemo MAI.
Oggi un nuovo capitolo di repressione e intimidazione. Poche decine di attivisti sono stati identificati dai video che la polizia ha ripreso durante le azioni di riappropriazione della terra che il movimento NoTAV ha compiuto quest'estate, video che poi gli sbirri comparano per arrivare alle identificazioni. O almeno così dicono...
Il fatto è che molti centri sociali del nord Italia sono stati perquisiti e molti compagni sono stati arrestati.
Fraterna solidarietà a tutti loro. E per tutti LOTTA ANCORA PIÙ DÜRA!

Un ricordino a quel bastardo che ci fece massacrare al G8 e, cittadino al di sopra di ogni sospetto, ne è uscito indenne, da buon servitore dello stato... ora ai servizi segreti, sempre tramando nell'ombra... sono tutti problemi sessuali!



20120124

Nuove soluzioni alternative a megavideo e megaupload


A 3 giorni dalla chiusura di megavideo molti siti che offrivano un servizio simile hanno prontamente cancellato tutti i file coperti da diritti che avevano nei loro server... capitalisti vigliacchi.

Comunque per questa fase di assestamento ci sono questi 3 siti hosting che non permettono di vedere in streaming ma si di uploadare e scaricare:

FILEPOST.COM
BITSHERE.COM
UPLOADED.TO

Ma se non potete fare a meno di vedervi film e serie in streaming allora qui potete allegramente continuare a farlo:

VideoWeed
Stagero
PutLocker

Riattiviamo tutti il mulo, che con EMULE si scaricava tanto e bene, e poi il file shering non fa lucrare proprio nessuno. E così non potranno chiudere nulla visto che non c'è un server centrale, ma si condivide direttamente quello che abbiamo nel nostro HD.

Per ora teniamo botta così. Non scoraggiatevi, anzi scaricate il triplo di prima, così gli dimostriamo che ci fa un baffo la loro repressione fascista!
I diritti d'autore sono un altro furto del capitale!
W il P2P!!

20120123

Nuove alternative a Megaupload e Filesonic


Quelli di Filesonic si sono cagati sotto e hanno limitato il loro serivizio. Un altro sito è andato.
Non mi preoccuperei più di tanto.
Ecco alcune alternative:

Rapidshare
4Shared
Hotfile
DepositFiles
Netload
Uploadedto
Letitbit
Filefactory
UploadBox
Uploading
Hellshare
Easyshare
Megashares
Videozer
Zshare
x7
Crocko
Sharingmatrix
Freakshare
Filesonic
Vip
Shareflare
Extabit
Fileserve
SimpleUpload
EnterUpload
Megashare
Shragle
Filesend
Sendspace
Turbobit
Slingfile
Filesmonster
Gigasize
Egoshare
Usershare
Sharebase
Ugotfile
Cramit
VideoBB
Uploadstation
Hitfile
Filecrown
Uploadspace
Exoshare
Uppit
Bitshare
Datei
Kickload
2Shared
Uptobox
Wupload
Bayfiles
Transitfiles
Buckshare
Fileape
Hulkshare
Mixturevideo

fra video e hosting avete da sbizzarrirvi!

20120120

Megavideo chiuso dall'FBI! Le alternative.


La mega polizia del governo mondiale ha chiuso Megavideo (e Megaupload). Premettiamo che il servizio era un po' uno schifo e noi internauti anticapitalisti lo si disprezzava, nel senso che tutti gli upload erano fatti dagli utenti e se non si pagava c'era il famoso limite di 72 minuti tanto odiato, solo per il beneficio economico di alcuni che nulla facevano. Quindi che abbiano arrestato il proprietario capitalista neozelandese che lo gestiva poco ci importa. Ciò non toglie che l'attacco alla rete è senza precedenti. Ma non preoccupatevi! Vi diamo qua subito tanti altri siti che offrono un servizio uguale, e siamo sicuri che in poche settimane altre decine fioriranno dalle ceneri di Megavideo... altre iniziative repressive di questo tipo si sono verificate in passato, ricordiamo l'assalto alla casa del povero Nata100 da parte della nostrana GdF quando chiusero Linkstreaming ormai un anno e mezzo fa. A nulla servì. In un mese tutti i link erano già su altre decine di piattaforme. Sono solo atti dimostrativi contro i siti più popolari, che cercano di spaventare gli internauti più ingenui. FORZE DEL DISORDINE, A NULLA VI SERVIRANNO QUESTE INZIATIVE. E che il web non si faccia intimidire. Queste trovate sono più che altro mediatiche, perché l'impero non riesce a trovare modi efficaci per bloccare e controllare la rete, quindi si abbassano a queste operazioni di mega-polizia-di-sto-cazzo-internazionale, che servono solo a cercare di spaventare la gente. Ma noi non ci spaventiamo! Anzi la rete ha sempre reagito moltiplicando le alternative ai siti colpiti dalla repressione del capitale, e così sarà anche questa volta. Qui le opzioni alternative a Megavideo e Megaupload attualmente disponibili, ora a voi crearne centinaia e centinaia di nuove in barba all'FBI. Sai che soddisfazione!

Tipo Megavideo:

http://www.videoweed.es/

http://www.downupload.com
http://www.videobb.com
http://www.videozer.com
http://allmyvideos.net

Tipo Megaupload:

http://bitshare.com

http://www.filejungle.com
http://filepost.com
http://www.fileserve.com
http://www.filesonic.com
http://www.uploadstation.com

E chi più ne ha più ne metta!

P.S.: La maggior parte hanno il difetto di Megavideo e Magaupload, hanno dei limiti che cercano di indurti a fare l'account premium per far lucrare i 4 sfigati che lo gestiscono, ma diffondiamo i link perché chi sa(e voi sapete), senza pagare, può scaricarsi tutto gratis. Per noi l'importante è lo scarico diretto DI QUALSIASI COSA, GRATUITAMENTE!

Prendete esempio da noi che abbiamo prodotto un lungometraggio e l'abbiamo messo a disposizione gratuitamente in streaming e da scaricare.

Guardate: ULTIMA TRASMISSIONE – Il film che si pulisce il culo con i diritti d'autore!!