20111017

Le ragioni dei violenti


La prima, e fondamentale, è che quando la polizia è discreta e non rompe il cazzo, cioè quando non vuole che ci siano casini, i casini non ci sono e il Social Forum di Firenze del 2002 ne è la prova. E ieri non è stato il caso, ovviamente. Come si vede dalle immagini che abbiamo streammato in diretta da piazza San Giovanni e ripreso con i nostri intrepidi operatori(a breve pubblicheremo anche quelle, un'anteprima è anche stata pubblicata da Ilfattoquotidiano: “la manganellata”) la polizia non solo non è stata discreta, ma anzi pareva giocare con i ragazzi, dargli corda perché si sfogassero in una piazza, senza andare troppo in giro a fare casino, il tutto a beneficio dei cronisti sciacalli lì presenti e della retorica dei politici servi. La "violenza" sarà sempre strumetalizzata dal potere, ma dovremmo anche essere abbastanza intelligenti da distinguere ormai, no?

La seconda è che quando una manifestazione è pacifica passa assolutamente inosservata e a medio termine è già ininfluente ai fini della battaglia per le nostre libertà. Vedi mega-manifestazione mega-multitudinaria e super-pacifica, 3 milioni di persone sull'art.18, sempre nel 2002. La manifestazione in previsione della quale uccisero Marco Biagi. Ecco, come se non fosse successo niente... e ora infatti hanno attaccato anche l'art.18. Ci si può aspettare che dopo 15 anni manifestando pacificamente contro i farabutti della cosiddetta seconda repubblica a qualcuno possa anche venire in mente di sperimentare qualcosa di diverso, almeno per sfogo...

La terza è che dimostrare conflittualità e ribellione è tipico della giovane età ed assolutamente non condannabile. Perché è il fuoco vitale di una comunità la spinta delle giovani generazioni. E mi sembra evidente che una generazioni di giovani/vecchi, vecchi nel senso che come chi è anziano non hanno un futuro davanti e il presente fa schifo, si incazzi e voglia sfogarsi, come può e come gli consentono, contro il potere che li opprime e deprime. Capisco che chi voleva fare una manifestazione pacifica si sia sentito schiacciato dall'irruenza di alcuni, e sia irritato per questo, ma non penso che la loro forma di lotta sia più efficace di quella dei "facinorosi". Oltretutto la gran parte delle voci che si alzano in tal senso sono di gente ben oltre la giovane età. E infine era evidente da settimane che tutto ciò sarebbe successo...

Con questo non voglio dire che gli scontri servino a qualcosa. Nello specifico gli scontri di ieri a Roma secondo me sono andati contro gli obbiettivi che si propongono:

Distruggere la città, le macchine, bruciare cassonetti, negozi, vetrine, ecc. non fa altro che accrescere il Pil. Mi sembra una stronzata distruggere cose che poi il capitale ricostruirà a discapito del nostro habitat e delle risorse del popolo.

Doversi mischiare a chi marcia pacificamente è una prevaricazione. Ed è anche vigliacco nascondersi tra civili inermi. Non c'è niente di anarchico nel calpestare le libertà degli altri.

Menarsi con le guardie lo si poteva fare in altri posti, senza rompere il cazzo a chi manifestava. A Genova almeno c'era un fantomatico obbiettivo, la zona rossa, ma ieri l'obiettivo queal è stato, cari compagni-strateghi?

Invece lo scontro con i mercenari assassini addestrati come cani non lo disapproviamo affatto in questo blog, com'è evidente da post precedenti, e le immagini allegate a questo testo mi sembrano una giustificazione sufficiente... Anche se è evidente che nel 2011 la disparità di forze è incolmabile, ma è bene che ci sia una conflittualità con le forze repressive dello stato, pur nella sterilità di risultati "militari", è importante a livello di propaganda. Denigra lo stato e lo avvicina al collasso. Temo che ieri però questo non sia avvenuto... proprio perché la polizia non ha represso un granché, sembrava piuttosto lasciar fare...

Lo stato è troppo forte, volgarmente alimentato dal capitalismo, non si può che aspettarne il prossimo collasso. Pacifica o violenta, un tipo di manifestazione o un'altra non cambierà l'esito. L'importante è manifestare, perché ci si incontra, si discute e si socializza. Cosa che altrimenti è sempre più difficile. Si socializza anche in mezzo agli scontri, anzi forse più in mezzo agli scontri, si crea solidarietà intergenerazionale, cosa difficilissima altrimenti in altri contesti, attualmente. E poi la discussione ci fa evolvere, ci coscenzializza maggiormente, quindi ci rende più forti nella nostra lotta contro il capitale, prima individualmente e poi collettivamente. Continuiamo a partecipare, instauriamo assemblee permanenti nei condomini, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle palestre, nelle associazioni, decine e decine in ogni dove, anche perché se sono poche saranno sempre prese in ostaggio dalla burocrazia dei “compagni”, lavoriamo per arrivare ad un vero sciopero generale ad oltranza, facendo fuori i pseudo-sindacati che devastano la vita dei lavoratori a favore del capitale, fondiamone di nuovi, di libertari e continuiamo a manifestare, sempre di più, sempre in piazza, scontri o non scontri, violenza o non violenza, non c'è più tempo per fare gli schizzinosi...


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