20090126

brnvsp deve morire


È una notte veramente di merda.
Cioè, dipende sempre, ovvio. Se la vedi da un attico nel centro della città ascoltando Miles Davis dal grammofono anni 30 bevendo Lagavulin 16, allora è troppo affascinate. Una notte molto cool (che non a caso si pronuncia cul). Se la vedi dal tuo buco 2x2 infossato nelle viscere di una laguna metropolitana – Diiio la mia schiena! - fa un po' più schifo. Se non ce l'hai neanche un buco, allora son cazzi amari. Manco sotto li ponti. C'è il Grande Fiume in piena. Pioggia mista nevischio. Un paio di gradi. Una notte di merda insomma.
Quindi io che faccio? Esco. Qua muoio. Fuori freddo pungente. Ma questo già lo sapevamo. Alla mia destra la stazione... e sti cazzi. Gruppone di immigrati misti davanti a bar. Strane alchimie si formano davanti alla stazione centrale. Il bar è affollato prevalentemente da nordafricani e rumeni, che mangiano tramezzi e arancini riversandosi fin sulla strada. La musica che si sente è un fortissimo reggaeton. Colpevoli le bariste ecuadoriane. All'interno chi se la comanda sono i cinesi, ormai discreti/indisturbati padroni di tutto il quartiere.

Incrocia davanti a me splendido esemplare. Capelli ovunque. Nasino all'insù. Seno ben pronunciato sotto pur spesso giaccone. Mmmmh. Non troppo alta. 173 con i tacchi. Sarà non più di 168. Curve accentuate da un armonico movimento ondeggiante ipnotico. Ancora capelli ovunque. È un po' impacciata con tante valige, poverina..
- Aspetta ti do una mano - Sguardo diffidente da fighetta che se la tira. - Se no va a finire che ti attorcigli con tutti quei capelli e muori strozzata qua in stazione, e non è bello - Sorriso divertito. Facile.
Neanche 300 metri da casa. Altre quattro cazzate e finisce che prendo la macchina e l'accompagno alla sua di casa. Si fida. Si vede che sono un bravo ragazzo. Le porto anche la valigia pesante..
Ci sono due cose immediatamente palesi ai miei sensi.
Uno. Lei è una sorca da paura. Ma veramente una sorca da paura.
Due. Un criceto, in confronto, è Einstein. Imbarazzante. Una che rispecchia fedelmente lo stereotipo dell'oca giuliva.

Si leva il cappotto per sedersi in macchina. Minchia che fica. Registro, nella penombra distorta dai riflessi della pioggia sul parabrezza, occhi verdi tette enormi vita fine fine.
Poi mi inizia a parlare di Bruno Vespa. Così, come primo argomento di conversazione.
Che fortuna che l'accompagno a casa io che stasera c'è la puntata di portaaporta che Andreotti compie 90 anni e mamma a quell'ora dorme e deve anche registrarglielo a lei sto cazzo di portaaporta se no quella demente della madre..
- Sai? - mi dice - Anche mamma è una fan di brunovespa-.
UNA FAN?!? Di brunovespa? Anche..
Io le guardo le tette. E annuisco. Madonna che belle tette che c'hai figlia mia benedettissima santissima purissima.
E per fortuna che stasera non c'è crepet. Si perchè crepet a mamma e a lei non sta per niente simpatico. Sopratutto da quando si è tagliato i baffi. Hihihihihi. Ridacchia.
È pazza.
Non riesco a proferire parola. Ma se non dico niente questa arriva scende e si schiaffa davanti a brunovespa, e io mi scordo di tuffarmi in quel decoltè! Non se ne parla proprio.
Ok. Urge cambiare argomento.
- Senti.. -
- Guarda! L'ho comprato tre giorni fa ma lo sto centellinaaaaando-. Inizia a irritarmi. Fa infamemente capolino dalla sua borsa un libro rosa con il titolo in giallo che recita..
- Parla degli amori dei poteeeeenti -
..“L'amore e il potere”. Appunto.
- Tu sei potente? -
Violenta erezione.
- Perché se lo fossi faresti l'amore con me? -. Lo so è scontata ma non è che il livello davanti richieda molti più sforzi. Infatti...
- Hihihihihihi ma tu non lo sei, con sta macchina..-
La mi Lancia Delta HF turbo del 1989, color rosso fuoco. Porca madonna non te la prendere con la mia macchina, che tra parentesi quest'anno diventa anche auto d'epoca e sai che bazza quanto ci risparmio con tutto quello che mi è costato farla arrivare fin qui ancora in perfette condizioni, brutta zoccoletta burina che non sei altro, che cazzo ne vuoi capire tu di automobili che non sai neanche pronunciare il tuo nome senza errori grammaticali. Troia.
Calma.
C'è solo un modo per affrontare questa situazione. Non ascoltarla guardale le tette non ascoltarla guardale le tette non ascoltarla guardale le tette.
Solo da lì posso trovare ispirazione.
- Non ambisco al potere, sono alto di statura io – mi guarda interdetta. Troppo sottile.
- ..eee un ottimo amante.. – Faccio, ammiccando e appoggiandole una mano sulla coscia. Patetico. Lo so, ma è il risultato che conta.
Lei fa finta di scandalizzarsi ma non mi fa levare la mano.
Tiè.
Il resto del viaggio sono solo tette, hanno invaso tutti i miei pensieri resi ormai labili dal deflusso di tutto il mio sangue dal cervello.
Mi invita a entrare. “ Vedremo portaaporta insieme”. Sì sì, adàgiati sul divano..
Ci adagiamo sul divano. Inizia a smanettare con un registratore dvd. Ma lei non deve fare un dvd ma un dvix perché sua madre nel suo computer può solo vedere dvix. Medioevo.
Intanto BV parla con GA. GA dice ancora che il potere logora chi non c'è l'ha. Mi si sta afflosciando.
Lei finalmente finisce di sistemare sta cazzo di registrazione e si siede accanto a me sul divano. È molto presa da queste due merde. Le ascolta e commenta. Mi rifiuto di riferire. È infastidita dal mio incedere mentre parlano i due genocidi.
Pubblicità.
Si gira. Sbuffa.
- Va beeeeene -. Si tira su maglione e maglietta in un colpo solo e rimane con un toppino che lascia quasi nulla all'immaginazione. Le tette tanto agognate. Mi ci fiondo sopra. Manco la bacio prima. Non sembra preoccuparsene. Le divoro. Cha favola. Inizia ad ansimare, un minimo cenno di umanità, ma proprio minimo. Inizio a scendere.
Dlin dlon.
Entra Alba Parietti. Da un bacio di auguri sulla guancia di GA. Ma si può? Che schifo! Erezione morta.

La tipa (non saprò mai il suo nome) come un automa si distacca e torna a guardare la tv. Quando mi riavvicino si lascia toccare per un po' fino a scansarmi infastidita.
Sono qua ad aspettare la pubblicità. Mi sento un coglione.
Arriva la pubblicità. Ho capito che non ha più voglia di perdere tempo. Da cosa?
Svogliatamente, con un occhio rivolto verso la tele mi slaccia abilmente i pantaloni e me lo prende in bocca. Tardo a reagire, un po' per lo stupore un po' per la situazione. Allora lei spazientita mi guarda e se lo infila fra le tette. Lì reagisco alla grande.
Finisce la pubblicità. Riinizia portaaporta. Lei, attratta come da una calamita, gira la testa con il mio cazzo in mano e rimane immobile a guardare la tv.
Allora ho deciso di partecipare a questo film.
Iker

2 commenti:

Anonimo ha detto...

che notte di merda sul serio!
bello. certo mi aspettavo che te la caricassi in bici...

iker ha detto...

inquietante anonimo che sa più di quanto non dica...
FAI MENO LO SPIRITOSO che io la.. laaa.. la macchina quella là, quella rossa, ce l'ho sul serio, che te credi che manco c'ho la patente.. mpf